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  Home page > Attualità > Economia > Fiat: la coazione a ripetere della Fiom
di carlo mercoledì 5 gennaio 2011 - 0 commento oknotizie
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Fiat: la coazione a ripetere della Fiom

Non è la prima volta che la Fiom, la categoria d’avanguardia per antonomasia della Cgil, si alza dal tavolo del confronto, sbatte le porte e denuncia congiure e persecuzioni ai suoi danni. Fu nel 1969 quando per la prima volta nella storia sindacale italiana arrivo’ la rivoluzionaria conquista, per quei tempi, del contratto collettivo nazionale di lavoro (ccnl) dei metalmeccanici che si trovano assieme le tre sigle sindacali: Fiom, Fim, Uilm. Fu grazie a tre grandi ’riformatori’, Bruno Trentin, Pierre Carniti e Giorgio Benvenuto, che si pose fine ai contratti di lavoro territoriali e settoriali: i tre dirigenti sindacali seppero imprimere una grossa innovazione alle relazioni sindacali in Italia. ‘Riformatori’ incalliti erano accumunati da una stima, un feeling ed un’amicizia solide con l’Ingegnere ’acomunista’ Riccardo Lombardi, che nel 1958 rifiutava il concetto di “forza produttiva del lavoro: il lavoro in quanto riducibile al prodotto del lavoro (come altro potra’ misurarsi la forza produttivita’ del lavoro se non in termini di prodotto?) ridiviene un feticcio” e ammoniva: "qualsiasi tentativo di definire la finalità della scienza economica che prescinda dal concetto di ‘alienazione’, e’ destinato alla sterilita". Poi nel 1961 pose l’obiettivo di "una societa’ ricca perché diversamente ricca" da perseguire con ‘le riforme di struttura’, per cambiare, riformare dall’interno, il modello capitalistico.

Ineccepibile Sergio Marchionne, ‘imprenditore illuminato’ nel 2006-2007 secondo certa sinistra radicale, che oggi lo definisce ‘illiberale’ e lo vede come un pericolo per la democrazia, quando dice: “abbiamo il dovere di stare al passo con i tempi e di valorizzare tutte le nostre attività. […] Se al referendum vincono i no, non faremo alcun investimento. A Mirafiori , Fiat non ha lasciato fuori nessuno, se qualcuno ha deciso di non firmare non significa che io abbia lasciato fuori qualcuno: abbiamo bisogno di libertà gestionale". 

Ed ancora: "La Fiat è capace di produrre vetture con o senza la Fiom". Infine sul piano ‘Fabbrica Italia’ più volte annunciato: "Non ho chiesto io ai sindacati e allo Stato di finanziare niente. E' la Fiat che sta andando in giro per il mondo a raccogliere i finanziamenti per portare avanti il piano. Andate in giro voi (rivolto ai sindacati) a prendere i soldi". Marchionne, che fa bene il suo mestiere, riferisce che tutto ciò sarebbe imposto dalla ‘globalizzazione’, un 'evento moderno' (!?), come ormai tutti sostengono. E che dire allora delle varie compagnie che nel 1600 si radunarono nel cartiglio "Compagnie delle Indie" per organizzare i loro traffici commerciali in giro per il mondo? E dei banchieri Toscani e Veneti e di quelli Piacentini che dal '400 imposero a tutti un modello che ancora oggi "impera", magari anche a Wall Street e nella City e in Vaticano? E dei finanziatori delle Crociate? E della via della seta battuta da Marco Polo? In nessuno dei casi citati si aveva disponibilità di Pc, Notebook, Ipod, i-Pad, o Tablet, e "capitalismo" non era parola usata nel linguaggio corrente. 
 
Ora c'è "la dura legge del mercato globale", ormai assunta come riferimento un po’ da tutti. Di fronte all'irrompere sulla scena del "sistema Marchionne", c'e' il balbettio della classe dirigente: solo Stefano Rodotà ha parlato di "ritorno al Medioevo delle relazioni industriali", per cui, in barba all'articolo tre della nostra Costituzione ("pieno sviluppo della persona umana") si mira al più al "...pieno sviluppo della persona giuridica". 
 
In base al piano dunque negli stabilimenti Fiat si lavorerà di più, più intensamente, con pause ridotte al minimo e con qualche euro in più busta paga. Produttività ‘uber alles’, per poter essere competitivi: è lo slogan di Marchionne, ma anche di altri imprenditori, come Paolo Scaroni a.d. dell’Eni, il maggior gruppo industriale italiano, di cui il Ministero del Tesoro è però l’azionista di maggioranza. 
 
Niente di nuovo sotto il sole, si dovrebbe dire: ieri poteva essere, anzi era “la forza produttiva del lavoro”, oggi, in epoca moderna di globalizzazione, è semplicemente “produttività”, per cui in un certo lasso tempo bisogna produrre un certo numero di auto. 


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