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Esclusivo. La risposta del C.I.O.P alle minacce dell’Isis

Il C.I.O.P. Collettivo Indipendente di Opposizione Popolare, il gruppo anarcoinserruzzionalsexdrugandrock&roll che insieme ad Anonymus, I baracchini del kebab e i Cantori di Rebibbia si oppone e combatte l’avanzata dell’ISIS e per coerenza sostiene la diffusione delle droghe leggere) ha fatto pervenire in redazione un comunicato in cui risponde con fermezza alle minacce dell’ISIS di invadere l’Italico stivale.

Di seguito il testo integrale del Comunicato.

La redazione di ELLESSEDI ci tiene a sottolineare che la scelta della pubblicazione del testo è una normale attività di diffusione dell’informazione è non ha nulla a che vedere con le idee del giornale che, com’è noto, per quanto riguarda la propria ideologia è indiscutibilmente allineato al governo secondo il principio: “NON SIAMO RESPONSABILI DI QUELLO CHE DICIAMO.”

“Questo è un messaggio per tutti i combattenti dell’ISIS:

voi minacciate di invadere l’Italia, di arrivare a Roma e dite che sarà un incubo ma voi, combattenti dell’ISIS, non avete la più pallida idea di che cosa sia un incubo perché non siete mai stati in Italia.

Se pensate di arrivare usando i barconi degli emigranti sappiate che molti di voi periranno nell’attraversata, noi siamo bravissimi in questo; quattromila morti in un solo anno. Trecento questo mese in un’unica traversata. Siete solo dei principianti, combattenti dell’ISIS!

Molti dei sopravvissuti verranno portati in quelli che noi chiamiamo “CENTRI DI ACCOGLIENZA” che è un nome di copertura per non farci sgamare dall’Unione Europea ma in realtà di accogliente non hanno nulla. Se vi andrà di culo il centro a cui sarete destinati non esiste ma è solo una facciata creata dalla mafia per incassare soldi dall’Europa, se invece vi va male il centro sarà operativo e una volta entrati vi sfiancheremo psicologicamente talmente tanto che alla fine l’unica cosa che vorrete fare sarà raccogliere pomodori e anche senza tanto rompere i coglioni.

Quelli di voi che sfuggiranno ai centri di accoglienza, lasciando la Sicilia per dirigersi a Roma prendendo la Salerno-Reggio Calabria non faranno mai più ritorno. Scompariranno nel nulla. Che a noi il triangolo delle Bermuda ci fa un pippa.

Quelli che sceglieranno un’altra strada non avranno un destino migliore. Una volta giunti a Napoli, uno dei nostri nodi strategici, non avrete tempo di scendere a prendere una pastarella che subito vi si fotteranno metà delle macchine e tutte le radio. Nel frattempo dopo aver perso buona parte dei vostri soldi per avere pagato il pizzo a: mafia, n’drangheta, sacra corona unita e camorra, i quattro euro che vi rimarranno in tasca li perderete convinti di aver comprato appartamenti fantasma in piazze di Napoli che non esistono, comprando lettori dvd facendo collezione di mattoni oppure, tronfi del vostro ego, puntandoli sulla donna convinti che il gioco delle tre carte sia una cosa da bambini.

Se volete prendere le nostre donne sappiate che nel sud Italia questa cosa non è proprio, come dire, la cosa più furba da fare poi vedete voi. Cercherete di confondervi tra la gente ma quando si renderanno conto che non volete vedere AMICI MIEI, C’E’ POSTA PER TE, L’ISOLA DEI FAMOSI, LE INVASIONI BARBARICHE e CHE TEMPO CHE FA le persone si insospettiranno e quel punto avrete due sole possibilità: vedere le suddette trasmissioni e accettare passivamente la lobotomia mediatica o continuare a rifiutarvi e venir derisi e sputati.

Qualche incosciente penserà di trovare sostegno nei campi ROM ma una volta entrati vi si faranno con tutti i vestiti. A questo punto il vostro esercito sarà già dimezzato e sarete solo a metà strada. Ed è qui che vi scaglieremo addosso la nostra arma più letale, l’arma totale, l’arma che ha fatto crollare l’impero romano: la burocrazia italiana. Il vostro incubo peggiore. Li avete pagati i bolli dei vostri bei Suv? L’assicurazione? E’ stata rinnovata? Ed il porto d’armi?

Pensate davvero di poter pubblicare i vostri bei video in internet? Se sieste convinti di farlo, scordatevelo. Qui da noi la banda larga non esiste né tantomeno il wi-fi libero. Cercherete invano di fare degli upload e, nel caso che per miracolo ci riusciste, risulteranno lenti e di scarsa qualità e la gente vi scherzerà dando un duro colpo al vostro orgoglio. Scordatevi di mettere delle musiche nei vostri video o di citare qualche cosa coperto da copyright perché altrimenti la SIAE (uno dei nostri corpi da combattimento più aggressivi) comandata dal generale G.Paoli (attualmente in Svizzera per problemi di bancomat) vi farà un culo come un paiolo e se vorrete affrontarli provate prima a capire come si compila un borderò e vi renderete conto di chi vi troverete di fronte.

Se non avrete permesso di soggiorno o se non potrete dimostrare di avere un lavoro verrete rispediti a casa (i più fortunati). E vogliamo vedere dove cazzo lo trovate un lavoro in Italia. I più sfortunati di voi, invece, troveranno un lavoro in nero conviti di essere assunti in regola e dopo un mese a diciotto ore al giorno per seicento euro pregherete di essere rimpatriati. Chi non ci riuscirà si darà alla macchia cercando di sopravvivere con attività illecite ma verrà catturato quasi subito (che venire a fare il ladro in casa di ladri è tutta da ridere) e verrà messo in un carcere super affollato (uno a caso) dove, se vi va di culo, contrarrete la dissenteria e la forfora. Altri li perderete lungo la strada per Roma, molti cagandosi addosso per aver mangiato mozzarelle di bufala convinti che l’azzurro sia il loro colore naturale. Altri ancora si ammaleranno di asbestosi per essere passati per la Puglia e aver respirato.

Una volta a Roma la disfatta sarà totale. Dopo l’attacco delle mignotte sul raccordo anulare che decimerà le vostre truppe altri scompariranno per avere preso uscite che portano verso il nulla e probabilmente riappariranno tra qualche anno in Basilicata sotto forma di pastori. Altri ancora finiranno la benzina e con quello che costa da noi vi converrebbero delle macchine a prosciutto crudo.

Se arrivate d’estate o vi fate il telepass o col cazzo che passate il casello.

Per coloro che sopravviveranno e riusciranno a lasciare l’inferno del raccordo anulare per dirigersi verso il centro della capitale il destino sarà atroce. Le diciotto manifestazioni che incontrerete lungo la strada vi obbligheranno a modificare il vostro percorso in continuazione. Se invece deciderete di ignorarle e proseguire vi troverete ad affrontare operai in cassa integrazione inferociti (e avere delle macchine costose non aiuta); centri sociali incazzati perché esiste un governo (e avere delle belle macchine aiuta ancora meno); ultras incazzati a priori (e qui avere delle belle macchine proprio non aiuta per niente); leghisti incazzati perché esistono gli immigrati (e qui è il semplice fatto di esistere che non vi aiuta) e se pensate di incutere timore voi con le vostre divise nere è perché non avete mai provato il senso profondo di nausea che genera una camicia verde.

Ma se persisterete nel vostro insensato progetto l’incontro fatale lo farete avvicinandovi al Vaticano quando avrete a che fare con torpedoni di fedeli in gita a Piazza San Pietro. Voi vi definite integralisti perché non avete mai incontrato un autobus di cristiani armati di ex-voto. Nulla può fermarli, sono determinati, pieni di buoni propositi e tutti schifosamente gentili. Vi tireranno fuori dalle vostre auto e vi costringeranno ad unirvi alla loro marcia verso il pontefice. La loro testa di ponte, i famigerati Papa Boys, vi obbligheranno ad intonare canzoni dai testi incomprensibili in cui ogni tre strofe appare la parola OSANNA! Certo, potremmo essere accusati dall’ONU di aver usato armi non riconosciute dalla convenzione di Ginevra ma nel frattempo voi sarete prigionieri dei catechisti e nessuno potrà più fare nulla, nemmeno i testimoni di Geova.

Per chi cercherà strade alternative spegnete pure il navigatore satellitare tanto a Roma funziona a cazzo di cane. Allora sarete costretti a chiedere informazioni a qualche passante ma la metà si rivelerà giapponese e l’altra metà, se vi va di culo, risponderà con un “A’ STRONZO!”. Non troverete parcheggio ( la stessa strategia che Mussolini adottò per rallentare l’avanzata degli alleati), quindi dovrete adattarvi alla seconda fila con conseguente sequestro del mezzo. La patente l’avete rinnovata? Se vi rivolgerete a parcheggiatori abusivi una volta tornati il parcheggio sarà scomparso insieme le macchine e dovrete usare la metropolitana. Cazzi vostri. Nel caso vi venisse l’insana idea di usare il treno per muovervi potete tranquillamente fare a meno di sincronizzare gli orologi. E anche i calendari. Se , ma sarà difficile, per qualche strano caso fortuito riuscirete ad arrivare in piazza a Montecitorio l’aggressione da parte della stampa sarà implacabile. Sarete circondati da decine di giornalisti che vi faranno domande inutili a cui non saprete rispondere cadendo in un profondo imbarazzo. Nel frattempo la presidenza del consiglio nella figura del comandante in capo delle forze armate sua Maestà Re Matteo I comincerà a mitragliarvi di twitter privi di significato con lo scopo di distrarvi dall’attacco dei parlamentari che si riverseranno in piazza cercando di convincervi a dar loro il vostro voto in cambio di favori e mazzette. E in quel momento commetterete l’errore fatale; senza ragionare sulle conseguenze ma per puro istinto di sopravvivenza ammetterete di non poter votare perché non siete cittadini italiani e in men che non si dica, più veloce di una puttana che prende i soldi dal comodino, emergerà tra la folla ed il caos il nostro beneamato monarca che, costituzione alla mano, vi farà prontamente prestare giuramento trasformandovi definitivamente a tutti gli effetti in cittadini italiani (fine pena mai) il ché sancirà la piena e totale sconfitta del vostro misero esercito.

Voi siete convinti che sentendo la parola ISIS noi potremmo spaventarci ma vi sbagliate di grosso. Noi, da quando nasciamo a quando moriamo, lottiamo tutti i giorni contro IRPEF, TARES, IMU, IVA, SIAE, INPS, INAIL, ACI, CGIL, CISL, UIL, PD, PDL e SALVINI. Siete solo un’altra sigla in più tra le nostre rotture di coglioni giornaliere.

Questa è l’Italia! Noi siamo italiani! Noi ci adattiamo a tutto. Noi metabolizziamo tutto. Siamo sopravvissuti a quarant’anni di Democrazia Cristiana, vent’anni di Berlusconismo, a Pippo Baudo, Sanremo, le trasmissioni di Magalli, il superenalotto, Ricci & Forte, La pubblicità del mulino bianco, i quattro salti in padella e gli editoriali di Sallusti.

Sopravviveremo anche a voi.

Vi stiamo aspettando (dopo la domenica sportiva).

E se e quando arriverete non ci troverete lì ad aspettarvi abbiate pazienza, siamo solo un po’ in ritardo.

State sereni.

C.I.O.P

Collettivo Indipendente di Opposizione Popolare”

Questo articolo è stato pubblicato qui

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