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  Home page > Attualità > Società > Equitalia: "Per un Paese più giusto"
di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 18 febbraio 2012 - 1 commento oknotizie
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Equitalia: "Per un Paese più giusto"

In Italia può accadere che sei un cittadino onesto, che segui le regole, paghi tasse ed imposte, ma ciò non basta a garantirti una certa serenità. Malgrado tutto, malgrado tu sappia di essere nel giusto e di non dover nulla a nessuno, può capitarti un giorno l’arrivo di una missiva, di una raccomandata ed ecco che la tua esistenza più o meno serena si trasforma in un film dell’orrore.

Può accadere che apri la missiva e leggi il nome “Equitalia”. Bizzarria cattiva di un nome che nasconde la più grande e scandalosa iniquità che mai il nostro paese aveva conosciuto prima della sua creazione.

 Accade quindi che, nel tran tran della tua esistenza, in cui pensavi di aver assolto ogni dovere, qualcuno ti dica: “Sei in debito” e, da quel momento in poi, nulla ha più un senso logico, una linea di raziocinio, un motivo.

 Da anni, Equitalia s.p.a. miete vittime spesso innocenti.

 L’impresa di Stato che a parole lavora “per un Paese più giusto”, come si legge nel sito istituzionale, in realtà giustizia più o meno tutti e con metodi che dire da delinquenti di basso livello è poco.

Tutti noi più o meno sappiamo cosa significhi cadere nelle mani di Equitalia. Nella migliore delle ipotesi riesci a rateizzare. Spesso però per contributi persino già pagati a suo tempo.

Nella peggiore delle ipotesi scegli la strada che ti sembra più semplice: il suicidio. Ed è questa una tendenza che sta alimentando il clima di dissenso e di intolleranza da parte dei cittadini italiani verso l’istituzione Italia che palesemente ha deciso già da tempo di sterminare una parte dei propri cittadini.

Lo Stato, creando Equitalia, ha determinato una scelta sicuramente deprecabile alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni: mettere in pratica azioni al limite del persecutorio contro qualsiasi onesto e libero cittadino contribuenter della fascia medio bassa della nazione.

 Un genocidio, come ho avuto modo di scrivere in questo articolo.

 Per una mente onesta non c’è nulla che appaia più sconvolgente di un criterio contrario al raziocinio: non solo si toglie sempre ai soliti, ma ci si incaponisce a vessare persino chi è nelle condizioni ancor più precarie di quella nuova povertà che affolla di giorno in giorno il nostro Paese.

 La domanda è: perché? Perché questo accanimento? Perché fare così tanto male ai cittadini/contribuenti/elettori italiani?

 Forse, perché per anni i cittadini/contribuenti/elettori italiani, nonostante tutto, sono corsi a pagare. Anche nel caso in cui pagare non dovevano.

 Paura, ignoranza, cattiva, scarsa o mancante informazione in materia. Sta di fatto, che l’iniqua Equitalia macina miliioni di euro ogni anno, e coloro che gonfiano di denaro vero i suoi bilanci, sono per lo più persone normali, impiegati, operai, disabili, pensionati ed imprenditori di piccolo e medio calibro.

 Gli “altri”, quelli delle fasce alte, è risaputo che tasse ed imposte riescono a non pagarle. E nella peggiore delle ipotesi, se proprio devono essere “scoperti” della loro marachella, ottengono sconti e dilazioni che un cittadino normale non otterrebbe nemmeno camminando in ginocchio da palermo a Milano.


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di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 18 febbraio 2012 - 1 commento oknotizie
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