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Emilia-Romagna: un fondo fantasma da 70 milioni per lavoratori precari e autonomi

Il decreto legge 74/2012 prometteva l'istituzione del Fondo per il sostegno del reddito di precari ed autonomi dell'Emilia-Romagna. Ad oggi - lamentano M5S e associazioni di categoria - nulla è arrivato. E il fondo rimane un fantasma.

Il 6 giugno 2012, con decreto-legge, il governo Monti elaborava gli "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo". Convertito in legge il primo agosto dello stesso anno, il decreto prevede l'istituzione del Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate, l'unico espressamente citato all'art. 2 del decreto. Come riporta Il Fatto Quotidiano, a tale fondo sarebbero dovuti affluire fondi statali per la cifra complessiva di 70 milioni di euro. Elemento confortato dalla stessa Regione Emilia che cita il denaro riportato dal Fatto come canale di finanziamento per "iniziative di sostegno al reddito a favore di precari e lavoratori autonomi".

In realtà, come sta a dimostrare la denuncia portata avanti da associazioni di categoria, questo denaro non è mai arrivato. A segnalarlo una mozione presentata da Elisa Bulgarelli (M5S) in senato lo scorso maggio. Questo nonostante la legge di conversione specifichi per l'art. 2 l'istituzione del fondo a partire dal 2012. E nonostante una parte rilevante dei fondi sbloccati dallo stato e dalle regioni siano di provenienza europea, trattandosi di 804 milioni sui quasi 9 miliardi stanziati (dati consultabili qui). Un rapporto che vede lo sforzo da parte dello stato italiano come dominante, questo è innegabile; ma andrebbe anche fatto lo sconto dei fondi bloccati o mai erogati. Tra i quali appunto quelli per i precari e gli autonomi.

Va inoltre detto che la tempistica di erogazione, per un fondo già istituito, dovrebbe essere minore rispetto a quella necessaria per ottenere sovvenzioni dall'Unione Europea. Invece, a quanto afferma il Movimento 5 Stelle: "Il ministro Saccomanni ad agosto [...] aveva detto di ‘aver provveduto’, che il decreto era stato firmato e inoltrato al ministero del Lavoro, il quale, però, sostiene di non aver ancora ricevuto nulla". E difatti ad oggi il fondo rimane un fantasma, privo di punti dei riferimento sui quali i cittadini dovrebbero poter fare riferimento quando si parla di movimenti di denaro così rilevanti e così importanti per il paese. Invece neanche un sito istituzionale, neanche un accenno, segno che l'attività del fondo non è neanche iniziata.

Questo appare evidente se si paragona la "vita istituzionale" del fondo con altri ben più importanti e stabili (FAI, Fondo Sviluppo, etc.). La vera pietra di paragone però potrebbe essere esclusivamente quella dell'Abruzzo, viste le analogie tra i due casi e la natura relativamente transitoria che i due fondi dovrebbero avere, rispetto a quelli sopracitati. Ebbene - pur con tutte le ombre che lo hanno rigurdato - il fondo per l'Abruzzo trova la propria sede istituzionale nel sito del Commissario per la Ricostruzione. Il cittadino, tendenzialmente informato malamente dalle istituzioni, può almeno in questo caso avere la certezza della loro esistenza. Il fondo per l'Emilia, invece, non è che un fantasma.

 

Foto: Caterina Alinari k1000/Flickr

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