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  Home page > Attualità > Europa > EUtanasia, la dolce morte dell’Unione Europea
di Franco Albertarelli mercoledì 30 novembre 2011 - 2 commenti oknotizie
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EUtanasia, la dolce morte dell’Unione Europea

"In the long run, the eurozone must be recognized as a failed experiment. It should be reconstituted with far fewer members, including only countries that do not run persistent current-account deficits. Everything else that has been proposed to save the eurozone in its current form – a central treasury, a monetary authority that does more than target inflation, fiscal harmonization, a new treaty – is a political pipe dream".

Questa è la conclusione di un lungo articolo di un docente inglese di economia politica. Concordo. L'Unione Europea ha fallito e va sciolta e ricostruita. Per quanto mi riguarda la EU se la facciano pure sopra le Alpi.

Noi paesi mediterranei ci facciamo l'Unione Mediterranea che sarebbe sovracontinentale perché può comprendere tutti i paesi che si affacciano sul mediterraneo. Così diversifichiamo anche le economie. Noi abbiamo sole, mare ed agricoltura, loro ferro carbone acciaio e nebbie. Compreranno.

I politici, se lo fossero per la gente e non per i loro caveau (si, perché ora loro depositano oro nelle banche e non carta; la carta è per la truppa che alla fine la metterà accanto al WC) si dovrebbero preoccupare di procurare una chiusura non traumatica delle strutture comunitarie ed una uscita morbida dall'euro per tutti i paesi che ora sono intrappolati in questo carrozzone che si sta sfasciando invece di sprecare tempo in inutili e costosi bla bla bla.

E' inutile tergiversare e girarci attorno; è lì che ci centripeta il vortice che ci ingoierà. Non serve che la BCE stampi euro per prestarli alle banche o ai paesi a rischio fallimento. Non può stampare anche gli interessi, che invece devono essere pagati con la crescita. Se non ci sarà crescita, ci sarà inflazione prima e fallimento poi. Ma la crescita non può andare avanti all'infinito per stare dietro al debito; perciò presto (meglio) o tardi (peggio) questa EU naufragherà.

Il tagliare le spese pubbliche per ridurre il debito, avrà un effetto esattamente contrario a quello che si vuole ottenere. Si ridurrebbe il reddito delle persone fisiche, si ridurrebbero i consumi, ci sarebbe recessione, si ridurrebbe il PIL, si ridurrebbero le entrate dello stato. Però qualche cosa almeno aumenterebbe: il deficit e quindi ancora il debito. Ed alla fine glu glu glu. Questo è dove ci porta l'UE. Bisognerebbe invece ridurre drasticamente ed immediatamente il costo della politica.

Eliminare le spese improduttive e tutti i privilegi che sottraggono ricchezza pubblica per depositarla nelle tasche dei pochi ignobili noti, compresi gli ordini professionali, che tengono sigillate per i giovani le porte dell'accesso al lavoro, o li sfruttano. Si dovrebbero confiscare le ricchezze dei ladri, altro che condoni o scudi. Bisognerebbe spostare ricchezza dai ricchi, (categoria propensa a tesaurizzare, anziché spendere in consumi), alle classi povere (che invece hanno necessità di spendere per migliorare le loro condizioni di vita).

Bisognerebbe investire massicciamente in spese produttive e cioè nella creazione e rinnovamento delle infrastrutture, che sono la condizione senza la quale nessuna crescita è possibile. Ma queste ultime richiedono tempo, e di tempo ce n'è poco.

Ma chi l'ha detto che il governo del Monti è un governo di tecnici? Anche il più digiuno di economia e finanza lo vedrebbe: fanno esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere fatto. In effetti sono tecnici per l'EU. Tecnici per i caveau. Tecnici per l'autodistruzione (noi compresi). Ci vorrebbero tecnici per l'EUtanasia, per la dolce morte dell'EU.

di Franco Albertarelli mercoledì 30 novembre 2011 - 2 commenti oknotizie
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