Nell’attuale dibattito intorno al libro elettronico (Ebook) servono soprattutto informazioni e uno spirito aperto al cambiamento: nel suo libro, Francesco Cataluccio ci offre una panoramica sul fenomeno che sta cambiando il nostro modo di leggere, organizzare e produrre cultura. Al di là di qualsiasi pensiero "apocalittico", visto che l’autore è un riconosciuto esperto in materia di editoria.

Il libro di Francesco Cataluccio, Che fine faranno i libri? (Nottetempo, 2010), è scritto seguendo due obiettivi molto chiari: da una parte vuole fornire una serie di informazioni riguardanti l’oggetto ebook, nella sua differenza con il libro cartaceo, senza rinunciare a qualche tecnicismo legato agli ebook reader (inchiostro elettronico, dimensioni, peso, etc.); dall’altra prende, pagina dopo pagina, il tono inequivocabile della profezia. Qual è questa profezia è facile prevederlo: le nostri abitudini di lettura sono destinate a cambiare, il futuro appartiene ai libri elettronici.
Come tutte le profezie, ci sono degli aspettti buoni e altri che convincono meno, ma valeva la pena venirlo a sapere da uno scrittore ed esperto dell’editoria come Cataluccio, anzichè dal solito tecnologo fanatico, prevedibile quanto poco gradito in un ambito “delicato” come la lettura. La novità fondamentale è che la lettura entra in un’era di maggiore flessibilità: la possibilità di scaricare un libro da Internet esiste già da tempo, ma l’opportunità di leggerlo mediante un dispositivo maneggevole, comodo e leggero, con possibilità tecnologiche che sembrano favorire l’apprendimento e, allo stesso tempo, il relax: questa è una piccola, grande rivoluzione. Si tratta allora soltanto di gadget per studenti smanettoni? Nient’affatto, a provare il contrario c’è il grande impegno che l’editoria sta dimostrando nella distribuzione on line di centinaia di migliaia di titoli, disponibili nei prossimi mesi a prezzi- si spera- competitivi rispetto alla versione cartacea (in Italia, si attende a breve l’apertura della piattaforma Edigita).
Si tratta, dunque, di entrare in un sistema editoriale nuovo che prevede alcuni cambiamenti radicali lunga tutta la catena produttiva del libro. Cataluccio sintetizza in questo modo tali innovazioni: in primo luogo, conferma la centralità della figura dell’editore la cui “funzione di scelta, scoperta, sollecitazione, azzardo, consiglio, correzione, sarà ancora essenziale per produrre buone opere, per tramandare, rinnovandola, la tradizione e allargare l’orizzonte culturale”. A questo ritratto ideale dell’editore Cataluccio aggiunge due aspetti che riguardano il lettore e le case editrici: “Fare libri costerà poco e anche nell’editoria sarà possibile venire incontro a una delle tendenze del nostro mondo ipermoderno: i consumatori diventeranno parte attiva della produzione. Non è infatti più possibile pensare di tenere fuori dal mondo dei libri e dei giornali gli acquirenti-fruitori, che vogliono essere sempre più coinvolti, perché la tecnologia li ha abituati a essere protagonisti, a creare contenuti”. In uno scenario del genere, lo statuto dell’autore- al quale siamo abituati, come lettori, a delegare ogni aspetto legato alla creatività- appare compromesso, perché se da un lato sembra acquisire più importanza mediante un ebook, l’editor rimane la mente pensante dell’evento letterario (in modo non dissimile, direi, da un art director in un’agenzia di pubblicità).