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Diagnosi on line e fake news | I cittadini per curarsi si rivolgono a "dr.Google", i medici insorgono

Sempre più persone ricorrono a Google per diagnosi mediche di ogni genere. Si parla di percentuali bulgare, il 30 per cento circa dei cittadini. Un fenomeno in evoluzione, fuori da ogni controllo che coinvolge ogni fascia d'età. Una piaga che preoccupa e non poco gli stessi medici che spesso si ritrovano di fronte pazienti assuefatti dalla rete, ignari dei pericoli che la stessa può causare in tema di salute. 

Sono infatti circa 20 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di notizie costruite ad arte nel corso dell'anno. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate. Dati allarmanti per la salute.

Se il medico di medicina generale e il farmacista restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web. Il 22% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. Per far fronte a tale "moda", la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici ha promosso una campagna di sensibilizzazione dei cittadini contro le fake news in rete. Per restituire al medico il ruolo centrale nel rapporto con il paziente rispetto al tema salute. In un Paese per antonomasia di onniscenti tuttologi che preferiscono ricorrere alle loro conososcenze piuttosto che rivolgersi a chi di dovere, l' informazione, diffusa in larga banda potrebbe rivelarsi l'antidoto migliore.

Far capire ai 3 italiani su 10 che fanno ricerche in internet per recuperare informazioni sulla propria salute che Google, o chi per esso, non è laureato in medicina, potrebbe essere la miglior cura.

LA CAMPAGNA

“Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”, “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”. Sono alcuni degli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano su altrettante lapidi nella campagna shock ‘Una bufala ci seppellirà?’ lanciata dalla Fnomceo per combattere le bufale in tema di salute, soprattutto quelle che si diffondono tramite la rete.

“Diffidate delle bufale sul web. Chiedete sempre al medico” è l’invito che troveremo tra qualche giorno sui poster 6 metri x3 e sugli annunci stampa che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha ideato e messo a disposizione degli Ordini provinciali per la pianificazione in affissione sul territorio e sulla stampa locale.

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