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 Home page > Attualità > Politica > Davanti alla politica dei miracoli... Diamoci una svegliata

Davanti alla politica dei miracoli... Diamoci una svegliata

E’ tornata la politica dei miracoli. E’ tornata la politica delle promesse a cascata. E’ tornata la politica della demagogia. E ancora una volta non ci siamo svegliati; noi, cittadini del nostro Stato.

Mercoledì 30 marzo, h. 13.20. Il nostro Presidente del Consiglio approda a Lampedusa.

Facciamo finta di niente sui cartelli di contestazione fatti togliere perché, parole testuali, «rovinano la diretta televisiva». Facciamo finta di niente perché ormai in questo Paese troppo spesso ci siamo dimenticati di quel piccolo ma estremamente potente articolo 21 della nostra Costituzione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Facciamo dunque finta di niente su questo punto.                                    

Ma non possiamo certo tacere, non dobbiamo tacere, su tutti i passaggi del discorso di Berlusconi, un discorso che definire demagogico sarebbe un eufemismo; il premier durante il discorso ai lampedusani si è lasciato andare in un discorso da profeta dell’unica politica, vera e potente: promesse, promesse, promesse, promesse e ancora promesse. Alcune serie, altre che fanno un po’ ridere fino all’ultima. Ma vediamo l’elenco dei desideri del nostro premier. Promette:

  • «Chiederemo per l’isola il Nobel per la pace» (a vedere alcuni luoghi dove i profughi e gli extracomunitari vengono letteralmente stipati come rifiuti mi chiedo se non siamo invece a rischio per il nobel dell’indifferenza...)
  • Il governo ha volontà di concedere a Lampedusa «una moratoria fiscale, previdenziale e bancaria per almeno un anno, per trasformarla in zona franca».
  • La Rai e Mediaset realizzeranno «servizi in tv pro isola».
  • «Lampedusa sarà sede di un casinò» (ormai il poveretto sta delirando in preda alle parole che lo stanno soffocando, pur di ottenere un po’ di consenso messianico da parte degli isolani).
  • Verranno realizzati «una scuola, un campo da golf e delle infrastrutture sanitarie» (beh, almeno in questo passaggio del discorso dei miracoli ha inserito la parola scuola che l’operato del suo governo sembrava voler cancellare).
  • «In alcune case mancava l’intonaco o i muri erano scrostati e io ho realizzato una situazione di colori che ricorda Portofino. Mi piacerebbe attuare questo piano colore anche nella vostra isola. Ho notato anche un degrado del verde, mi impegno per un piano di rimboschimento della vostra isola» (qui purtroppo, pur di fare promesse, il premier si improvvisa architetto e giardiniere... siamo messi bene).

Fin qua promesse a lungo termine, che potrebbero anche accadere (concediamoci il beneficio del dubbio...).

E infine eccola, la super promessa, cui mancava solo il coretto di voci angeliche di sottofondo per essere il coronamento del discorso messianico dei miracoli:

«L’invasione dei migranti del Nord Africa sarà risolta in 48, al massimo in 60 ore. In 48-60 ore Lampedusa sarà abitata solo dai lampedusani»

Basta fare due conti per renderci conto di quanto ci ha presi per il c... Dunque, vediamo:

30 marzo h. 14 + 60 ore = sabato 2 aprile h. 2.00

Corso Vittorio Emanuele 2Ora, mi sembra proprio che il miracolo non sia avvenuto... Eppure ancora una volta tutti zitti, tutti a incensare un potere e una politica vuoti, fatti di promesse enormi e altrettanto inconsistenti, all’ennesima potenza. Eppure non è la prima volta, eppure ormai la dovremmo aver imparata la lezione, tutto avviene con lo stesso copione: il miracolo dell’Abruzzo e quello dei rifiuti a Napoli sono solo due dei tanti miracoli mai avvenuti.

E anzi, proprio ieri mi è capitata sotto gli occhi una foto, di ieri, non di mesi fa, di Napoli, di corso Vittorio Emanuele (la foto di questo articolo). Sommersa dai rifiuti.

Napoli ancora invasa dai rifiutiE allora dov’è il miracolo? E allora perché non facciamo sentire la nostra voce davanti a una politica vuota e demagogica? E allora perché stiamo ancora così, abbindolati come pesci all’amo?

Forse è proprio ora di darsi una svegliata. Per ricordare, a noi, agli stranieri, a coloro che sono morti per la Repubblica, al potere e ai potenti, che lo Stato siamo noi. Non loro, l’elite scelta del miracolo, l’elite del denaro e del potere. Lo Stato siamo noi, i cittadini. Svegli.

 


 

P.S. Ho letto sul sito di “Libero” che stamattina dovrebbero ultimarsi i trasferimenti... ma ormai ci credo ben poco. Intanto il miracolo delle 60 ore non c’è.

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