E’ tornata la politica dei miracoli. E’ tornata la politica delle promesse a cascata. E’ tornata la politica della demagogia. E ancora una volta non ci siamo svegliati; noi, cittadini del nostro Stato.
Mercoledì 30 marzo, h. 13.20. Il nostro Presidente del Consiglio approda a Lampedusa.
Facciamo finta di niente sui cartelli di contestazione fatti togliere perché, parole testuali, «rovinano la diretta televisiva». Facciamo finta di niente perché ormai in questo Paese troppo spesso ci siamo dimenticati di quel piccolo ma estremamente potente articolo 21 della nostra Costituzione: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Facciamo dunque finta di niente su questo punto.
Ma non possiamo certo tacere, non dobbiamo tacere, su tutti i passaggi del discorso di Berlusconi, un discorso che definire demagogico sarebbe un eufemismo; il premier durante il discorso ai lampedusani si è lasciato andare in un discorso da profeta dell’unica politica, vera e potente: promesse, promesse, promesse, promesse e ancora promesse. Alcune serie, altre che fanno un po’ ridere fino all’ultima. Ma vediamo l’elenco dei desideri del nostro premier. Promette:
Fin qua promesse a lungo termine, che potrebbero anche accadere (concediamoci il beneficio del dubbio...).
E infine eccola, la super promessa, cui mancava solo il coretto di voci angeliche di sottofondo per essere il coronamento del discorso messianico dei miracoli:
Come autore di questo articolo, devo postare questo commento per avvisare che l’articolo è (...)
08/04 15:08 - Andrea Piazza