Ancora una poi basta, come si usa dire.
Ancora una volta vorrei ritornare sull’intervento a gamba tesa dell’onorevole Bindi (presidente del PD e vicepresidente della Camera) sulla pattuglia di deputati Radicali che a metà ottobre si “ribellò” alla disposizione di non entrare in aula in occasione della votazione di fiducia.
Come è ormai noto - anch’io ne ho scritto più d’una volta - grazie al resoconto del segretario d’aula del PD Giachetti, i deputati radicali non furono determinanti né per il raggiungimento del quorum né, tantomeno, per la fiducia, avendo loro votato contro il governo.
Ma furono messi alla berlina, accusati di tradimento e svillaneggiati ampiamente sui giornali e sul web (e, con loro, furono svillaneggiati tutti quelli, me compreso, che avevano cercato di vederci chiaro rifiutando di bersi la panzana dei “radicali-sempre-traditori”).
Oggi il nuovo governo, comunemente definito “governo di Todi” dalla stampa (anche oggi Pirani su Repubblica) vede fra i suoi punti di forza il neoministro al Welfare (che poi sarebbe la Sanità o Salute che dir si voglia) Renato Balduzzi, ex presidente del MEIC, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, pudicamente definito associazione dei “laureati cattolici”.

Il MEIC ha vari livelli dirigenziali, da quelli periferici territorialmente definiti, a quello centrale nazionale, ognuno con i suoi bravi consiglieri e presidenti.
Come recita lo Statuto dell’associazione i “consiglieri eletti dall'Assemblea propongono alla Conferenza Episcopale Italiana la persona per la nomina a Presidente nazionale che, una volta confermata, rappresenta il Movimento in sede nazionale e nei rapporti con CEI”
Insomma è la CEI - oggi guidata da Bagnasco - che decide il presidente del MEIC.
Ogni livello dell’associazione, inoltre, è accompagnato da una specie di consigliere spirituale, un “assistente ecclesiastico” nominato dal Vescovo di competenza o, per i livelli nazionali, ancora dalla Conferenza Episcopale Italiana. Pur non avendo diritto di voto è una presenza che partecipa alla vita del Movimento con tutto il peso - culturale ed anche politico - della CEI di cui è la longa manus.
Insomma, parliamo di un movimento cattolico, composto da laici credenti, che si muove ed opera sotto l’ampio mantello dei vescovi italiani. Alla luce del sole e con la massima trasparenza, mica è una loggia segreta, intendiamoci.
Balduzzi quindi, ex presidente MEIC, è stato a lungo persona gradita dalla Conferenza Episcopale Italiana e, contemporaneamente, capo dell’ufficio legislativo di Rosy Bindi ex Ministro della Sanità nel primo governo Prodi ed ex Ministro per le Politiche per la Famiglia nel secondo, all’epoca del contrastato progetto DICO.
In poche parole abbiamo un ministro che piace al Vaticano (e che si occuperà dei temi “non negoziabili” secondo la definizione dello stesso Vaticano) a cui la pulzella di Sinalunga ha aperto la strada facendo fuori politicamente i Radicali (a pensare male spesso ci si azzecca, si dice, ed io - lo ammetto - lo pensai).
Cioè accusando pubblicamente (e con espressioni da taverniera) di tradimento, fino a indurre qualcuno a sputare in faccia a Pannella, l’unica formazione politica che si autodefinisce di sinistra (si legga la bella intervista di Paolo Izzo al segretario dei Radicali Italiani Staderini su left n. 45) e caratterizzata storicamente da una cultura rigorosamente anticlericale.
Vaticano Chiesa Partito Democratico Radicali Bindi Rosy Diritti Civili Sanità pubblica Ministero della Salute