Impossibile valutare la crisi economica attuale senza prendere in considerazione i consumi di energia
La fine del 2011 ha messo in luce l’ammontare dei debiti pubblici dei vari stati, che stanno portando ad una crisi economica senza precedenti per la mancanza di liquidità necessaria a sostenete il costo sociale e la possibilità d’investimenti nella produzione di ricchezza.
Il mondo economico è fermo, se non in recessione, se non si dà un impulso al suo sviluppo. L’unica fonte di reddito è il valore aggiunto alle transazioni finanziarie, il quale non porta ricchezza, ma solo soldi nelle casse dello stato; per sviluppare il mondo economico sono necessari forti investimenti per la produzione di beni stabili, beni che conservano il valore nel tempo e possono procurare un reddito, mentre i beni mobili ed i servizi fanno parte delle spese gestionali che comunque cooperano a produrre posti di lavoro ed a movimentare la circolazione monetaria.
In tutta la storia umana la moneta è stata un mezzo per facilitare gli scambi di beni e servizi ed in genere veniva realizzata con metallo pregiato il cui peso garantiva un valore, fino a giungere a supporto vile ma con impressa la garanzia di una quantità di Oro da chi l’aveva emesa: si era giunti all’era del Gold Standard (GS): questo venne adottato per la prima volta nel 1867 con le compensazioni in oro per sanare le bilance dei pagamenti fra i vari stati.
In questo periodo avveniva che il Gestore dell’Economia (GdE) di una nazione, l’Ente emettitore della moneta e custode dell’Oro, attraverso il sistema bancario metteva in circolazione moneta garantita per gli operatori economici che dovevano realizzare un bene stabile, cioè un bene che avrebbe mantenuto il valore nel tempo e che avrebbe operato un reddito per ripagare il debito contratto con il GdE: questo fatto aumentava la ricchezza della nazione perché sul mercato veniva a trovarsi un bene in più il cui costo veniva dato dal prestito più interessi, più lavoro umano che lo rendeva di valore superiore all’Oro che aveva garantito l’operazione per cui il GdE od altro elemento economico con quell’Oro o la moneta garantita da esso, non sarebbe stato possibile ricomprarlo, per cui ad ogni operazione veniva ad assumersi un debito verso la collettività che avrebbe potuto sanare comprando nuovo Oro se aveva mezzi finanziari oppure chiedendo prestiti alla collettività, inaugurando il sistema del debito pubblico con l’intento di recuperarlo con i redditi dei nuovi beni soggetti a tassazione.
Con l’arrivo dell’Energia che aveva il pregio di moltiplicare per milioni di volte la potenzialità umana le cose subirono un profondo mutamento: l’operatore economico prelevava dal GdE la moneta garantita per la realizzazione dell’opera, la quale opera, per effetto del moltiplicatore energetico, risultava di un valore enormemente superiore alla cifra presa in prestito per cui la cifra restituita era molto inferiore al bene prodotto: questo fatto peggiorava enormemente lo sbilanciamento fra Oro e beni in commercio per cui da quel momento (1971) il GdE fu costretto a revocare la convertibilità in Oro della moneta consentendo il solo corso legale; l’Oro sarebbe servito unicamente come riserva valutato sul mercato come gli altri metalli preziosi.
Tutto ineccepibile, ma forse è meglio chiarire che senza gli incentivi, che paghiamo tutti noi (...)
08/01 19:19 - CesarezacSiamo l’unico paese (non solo tra i più industrializzati) ancora privo di un Piano Energetico (...)
03/01 19:23 - paolo