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Crisi di Governo | Il ponte sul fiume Guai

Nel mio precedente articolo l'incipit era sulla valenza esplosiva del voto sulla TAV, al di là del reale interesse per l'Alta Velocità. L'uso del termine "innesco", alla luce delle vicende che si sono scatenate in seguito dimostrano che l'uso del sostantivo era più che legittimo.

L'alta velocità è invece nella decomposizione governativa, già comunque logora ed ora rapidamente evaporata. Gli scenari che si aprono sono di difficile lettura, proprio per la brusca accelerazione della situazione. Si può provare ad immaginare alcune posizioni degli schieramenti e dei vari leader e leaderucci, stando alla finestra a guardare, come semplici cittadini ed umili elettori.

Salvini 
Ad innescare la crisi è stato proprio lui, presentando attraverso la Lega, gregge ubbidiente, la mozione di sfiducia al Primo ministro Giuseppe Conte. Il susseguirsi delle dichiarazioni altro non sono che la dimostrazione di una campagna elettorale già in corso. Gli scenari possibili, sia immediati che a breve termine, sembrano entrambi a suo favore. Un rapido ritorno alle urne lo vedrebbe vincitore del braccio di ferro con gli antagonisti e probabile protagonista dell'esito elettorale. Le riforme lacrime e sangue che dovrebbe comunque mettere in atto potrebbero essere in parte disinnescate affibbiando la colpa ai vecchi compagni di governo. La nascita di un governo a breve termine senza la Lega, finalizzato ad alcuni interventi con l'obiettivo di elezioni nei primi mesi del 2020 consentirebbe a Salvini di prolungare la campagna elettorale, distribuendo le lacrime ed il sangue ad altri e rinviando la probabile vittoria solo di qualche mese. L'unica soluzione possibile che possa creare qualche difficoltà è un governo a medio termine: 18 mesi, un anno indicativamente. Si stempererebbe il suo furore elettorale, altre parti dello stato potrebbero scandagliare con più cura le mine vaganti per la Lega: i 49 milioni, i rubli, l'alleanza con Putin, le indagini su alcuni leghisti... La partita è comunque difficile per tutti gli altri contendenti, ma Salvini non è arrivato per caso al posto che occupa, e dovrebbe essere chiaro a tutti.

Fratelli d'Italia
L'unica formazione politica in grado di trarre vantaggio da ogni possibile sviluppo futuro: fedele alleato nel voto immediato, utile stampella nel voto a breve termine e capace di poter trarre vantaggio da una eventuale flessione della Lega nel medio periodo. Si parla di piccoli numeri, certo, ma il trend dovrebbe essere comunque positivo.

Forza Italia
La compagine più esposta a rischi dalle attuali vicende politiche. Gli ultimi mesi passati in letargo, con la sola Mara Carfagna in grado di svolgere il ruolo dell'opposizione nei confronti di questo, ancora per poco, Governo.
Ogni scelta impone dei rischi. L'adesione al probabile invito di Matteo Salvini potrebbe far svanire l'elettorato moderato, attratto da nuove proposte che si delineano all'orizzonte, ed essere fagocitato all'interno della Lega come a suo tempo Berlusconi fece con Alleanza Nazionale. La scelta opposta significherebbe la perdita dell'elettorato più di destra, sempre che questo non abbia già scelto di seguire Giovanni Toti nel suo tradimento. L'unica soluzione con i minori rischi è allontanare il più avanti possibile le elezioni: maggior tempo per delineare il nuovo organigramma interno, delineare la strategia e presentarsi agli elettori, alla prossima competizione elettorale, in modo adeguato.

Il PD, la sinistra e Matteo Renzi
Nel pieno rispetto della tradizione, il PD arriva ad una svolta cruciale della storia politica dell'Italia e dell'Europa in preda ad una nuova scissione. Renzi infatti sembra pronto a lanciare "Azione Civile" il progetto politico al quale lavora da tempo. Forse avrebbe preferito anche lui avere più tempo a disposizione, ma il rapido svolgersi della crisi ha accellerato tutto.
Il PD si trova in condizioni difficili, dopo lo stallo di oltre un anno prima di Primarie fittizie e di un Congresso dal quale sembra uscito il nulla. Zingaretti, forse più attento a tessere rapporti con le tessere, si trova catapultato in questa crisi, che sarà difficile cavalcare. Peggio ancora forse per la sinistra a sinistra, dove il minimo errore porta alla scomparsa elettorale: basti ricordare la fine della Sinistra Arcobaleno, in un periodo storico favorevole alla sinistra rispetto agli attuali tempi bui. 

Per noi italiani l'esito del prossimo futuro, rapido, breve o a medio termine che sia, delinea un ponte sul fiume degli attuali guai pronto a lanciarli in un altro fiume, sempre pieno di guai.

Il ponte sul fiume guai. Ecco pronto il titolo.

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