
Nel nostro Paese nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorsi il governo, praticando l’ennesimo abuso di potere normativo, ha calpestato la democrazia.
Un capo del governo che non riconosce l’autorità della legge, che si mette al di sopra della legge, che vara leggi per favorire se stesso e la sua parte politica, che cambia le regole del gioco (elettorale) quando la partita è già iniziata, che non rispetta gli organi deputati all’amministrazione della giustizia e le loro sentenze, che denigra i magistrati, che viola ripetutamente la Costituzione, che attribuisce i propri errori all’opposizione, che accusa senza uno straccio di prova magistratura e minoranza di ordire oscuri complotti e di usare la giustizia a fini di lotta politica, che rovescia la realtà affermando il falso, che fa eleggere dei condannati per mafia in Parlamento, che mette le mani sull’informazione, non è un capo del governo ma un uomo irresponsabile e tirannico che si pone al di fuori dello Stato di diritto.
Il re è nudo.
E’ sotto gli occhi di tutti che l’attuale premier si sta comportando come un despota.
Nella storia della nostra Repubblica non si è mai visto uno scontro così duro fra poteri dello Stato come oggi. O meglio: non si è mai vista un’aggressione così feroce da parte di un potere, quello esecutivo, a danno degli altri. Non era mai accaduto che il suo massimo esponente, il presidente del consiglio, prendesse a pugni la Costituzione. Non solo. Il capo del governo non ci ha risparmiato nemmeno il vergognoso linciaggio contro la Corte Costituzionale, l’organo che ha il compito di giudicare la legittimità costituzionale delle leggi. Ha avuto perfino l’ardire di definire l’attività della Corte “negazione della democrazia”.
E’ uno spettacolo doloroso, inquietante, indegno e inaccettabile.
Sembra un incubo. E vorrei che lo fosse.
Ciò che stiamo vedendo ha a che fare con l’eversione, con un governo che si trasforma in regime, con un nuovo fascismo. Il nuovo duce è sempre più arrogante, prepotente, tracotante.
Non siamo sul baratro ma siamo, purtroppo, già caduti nel precipizio.
“Nello Stato di diritto, nessuno, anche al più alto grado dell’ordinamento, è legibus solutus (sciolto da vincoli di leggi)” ammoniva il filosofo Norberto Bobbio nel 1994 in un articolo apparso su La Stampa. Oggi in Italia con il cosiddetto “legittimo impedimento” (palesemente incostituzionale), ovvero l’ultimo provvedimento-porcata di questo regime, la legge non è più uguale per tutti.
E non c’è democrazia in un Paese dove chi è potente può tutto, senza limiti.
Thank you for your complaint about Silvio Berlusconi. It’s worth mentioning that he’s about a (...)
27/07 19:23 - Cures RichesLa storia insegna che la Febbre del Tribuno cerca sempre di imporre le sue regole ed i suoi (...)
27/03 18:23 - pv21