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Cogli il social-attimo

Agli albori dell’era social-telematica, prima ancora delle e-mail, c’erano le BBS: comunissimi computer ai quali erano attaccati altrettanto comuni modem e che permettevano ad un gruppo solitamente ben nutrito di utenti di comunicare tra loro. Il sistema era semplice: c’erano varie aree divise per argomento e le persone potevano aprire liberamente nuovi "topic" e rispondere ad una discussione già esistente. Allora la telefonata si pagava, per questo in genere il processo di scrittura vero e proprio avveniva sempre offline. In questo modo si aveva tempo per ponderare e argomentare le risposte, curare la forma e stare attenti a non citare ("quote") parti inutili del discorso per non occupare inutilmente spazio e per mantenere il tutto il più leggibile possibile. Infine si creava un pacchetto con tutte le risposte e gli eventuali nuovi topic e lo si inviava online al sistema, che provvedeva a smistarlo nelle apposite aree, alcune delle quali erano diffuse a livello mondiale (la famosa rete FidoNET). L’organizzazione generale ricordava molto da vicino quella degli odierni forum, con la sostanziale differenza che, ai tempi delle BBS, si avvertiva la netta impressione che le parole fossero scritte per durare.

Adesso ci sono Facebook e Twitter. Si ha poco tempo per riuscire a stare dietro a tutti i propri contatti, poca motivazione a scrivere tanto e in modo approfondito, si promuove la brevità, si premia il pensierio-lampo. Un flusso continuo di opinioni, idee, esperienze, discussioni, che ti scorre sotto gli occhi costantemente. Distogli lo sguardo dieci secondi, magari per prenderti un bicchiere d’acqua, con la consapevolezza di esserti perso decine, forse centinaia, di informazioni. E le hai perse per sempre, perché i nuovi social network sono strutturati in modo da rendere difficile il reperimento dei vecchi messaggi.

Una sessione su Twitter assomiglia ormai sempre di più ad un viaggio in metropolitana: incontri tante persone, instauri parecchie discussioni, alcune delle quali profonde o intelligenti, poi scendi e tutto è già diventato passato. Superato. Ci sono già nuovi pensieri, nuove opinioni. L’individualità dei tuoi contatti vive costantemente alle tue spalle: se sei stato fortunato, ne hai colto qualche sprazzo brillante o interessante, altrimenti non te ne accorgerai mai. E’ buffo, perché in teoria i social network dovrebbero agevolare questo genere di scambi, invece sembra di giocare al tiro al piattello: se riesci a cogliere l’attimo, buon per te.

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