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Chieti: sesso in cambio di case popolari. Arrestato assessore UDC

Ivo D'Agostino, assessore UDC a Chieti è finito in manette, accusato di concussione, tentata concussione e violenza sessuale. Avrebbe costretto cinque donne in gravi difficoltà ad avere rapporti sessuali in cambio dell'ottenimento di case popolari per sé e per la propria famiglia.

Quando una ragazza cubana ha denunciato l'assessore UDC Ivo D'Agostino, l'inchiesta si è subito ampliata. Nell'operazione "Sex for House" sono apparse presto altre donne, permettendo alla questura di Chieti di delineare un protocollo che appare ormai consolidato.

Lo spiega Francesco Costantini, dirigente della squadra mobile: "Le cinque donne non si conoscono tra loro ma hanno raccontato storie simili, a testimonianza di un modus operandum [sic] dell'assessore che ricorreva anche all'intimidazione assicurata dal peso della sua carica e che faceva leva pure sullo stato di necessità e di assoluta difficoltà in cui si trovavano le malcapitate".

Nonostante una richiesta regolare, le cinque donne sarebbero state costrette a subire l'umiliazione proprio negli uffici comunali, aprendo con questo ulteriori scenari non prevedibili all'inizio dell'inchiesta. Il primo di questi è ovviamente quello che ha portato D'Agostino in questura, l'abuso di potere perpetrato proprio nel luogo di esercizio della propria autorità, poi concretizzatosi nelle accuse di concussione, tentata concussione e violenza sessuale. Centrale dunque proprio l'ambiente nel quale si sarebbero svolti i fatti: il fatto che tutto si sia consumato nel luogo di lavoro dell'assessore, simbolo del ruolo ricoperto e della rispettiva influenza che ne deriva.

Il secondo scenario che si apre è quello che - se le violenze sono state perpetrate anche negli uffici - qualcuno potrebbe aver saputo di quello che vi accadeva, anche se le indagini per ora si sono focalizzate su D'Agostino. Il sindaco si è pubblicamente dissociato, anche perché sull'assessore non sembrano esserci dubbi: secondo il Questore di Chieti, Filippo Barboso ci sarebbero "prove inconfutabili", tra le quali anche sms e telefonate. Altri dubbi permangono però su abusi compiuti addirittura nell'arco della giornata lavorativa dell'assessore. Difficile pensare che nessuno sapesse.

Al momento D'Agostino sarebbe agli arresti domiciliari, in attesa che l'iter processuale faccia il suo corso. I fatti rimandano al 2011, la procura avrà dunque il suo bel da fare per ricostruirne l'andamento. Nel frattempo D'Agostino ha già ottenuto un posto nel sito Impresentabili.it, ed è stato sospeso dall'UDC.

Impietoso il commento di Giampiero Riccardo, presidente dell'associazione Zapping (nonché ex-coordinatore regionale giovani IDV): "Quando un politico arriva a speculare sulla disperazione dei cittadini, imponendo la propria ‘autorità’ per assegnare case popolari in cambio di prestazioni sessuali, si è oltrepassata la soglia della mediocrità. Siamo all’aborto della decenza; nei territori dello squallore puro, della desolazione culturale. Risulta incomprensibile come il sindaco Di Primio oggi cada dalle nuvole. Se un briciolo di dignità è rimasto in Di Primio e i suoi sodali, lo usino per sottrarre Chieti all’umiliazione definitiva. Si dimettano per culpa in vigilando".

Foto: Paolo Tosolini/Flickr

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