
Notoriamente – purtroppo – anche negli ambienti clericali e da sempre, l’abuso sui minori è un dato di fatto. Che fa ancor più male della pedofilia perpetrata nel mondo laico, perché non si può davvero accettare che, proprio dove si pensa che la Vita, la Dignità ed il benessere della Persona vengano sempre posti in primo piano, accadano abusi così gravi e paradossalmente, spesso coperti dalla stessa Chiesa.
L’Uomo è fatto di carne e spirito. Carne e spirito che non devono però deviare l’esistenza di desideri del tutto umani ma infrangibili di fronte all’eccesso. Il desiderio carnale è accettabile nel solo caso in cui si conservi un criterio ammissibile per l’intera Comunità. Anche un Uomo di Chiesa può avere le stesse pulsioni, ma il fatto che – per fede o per imposizione di rito – gli si chieda di alienare una parte della sua natura per sola etica di stato, in alcuni casi ecco che questa imposizione lo rende schiavo e persecutore agli ordini di pulsioni umane rese paradossali dall’alienazione delle stesse.
I troppi casi di pedofilia clericale devono imporre una profonda riflessione.
L’astensione totale dai rapporti sessuali, rigida regola di chi è votato al Signore, impone una serie di contraddizioni, a partire dall’Essenza stessa degli Esseri Umani. Peraltro è da notare e ricordare, come nessuna entità divina abbia mai lasciato traccia di una richiesta di questo genere. Chi abbia letto la Bibbia lo sa per certo. Dio ha creato i suoi figli, per amarsi e moltiplicarsi. Non certo per fare atto di penitenza ad omnia, su un qualcosa che scaturisce fra l’altro da quel perfetto meccanismo che si chiama corpo umano.
Astenersi quindi dal proprio perfetto organismo, produce alla lunga, una pressione tale da sfociare presumibilmente, in una serie di pulsioni così forti da tramutarsi in tirannia. E quali possono essere mai, gli oggetti del desiderio di persone cui viene imposta una così innaturale chiusura ad ascoltare le richieste della carne? I bambini. Per una serie di “ovvie” ragioni.
Un bambino è inerme. Non conosce ancora il mondo né tantomeno quello dei grandi. Non sa nulla di cosa sia il sesso, almeno per ciò che riguarda il desiderio ragionato che solo un adulto può avere. Un bambino non sa come affrontare un approccio sessuale. Perché lo vede ancora come un possibile gioco. Il piacere che può trarre – in maniera del tutto naturale – dall’essere accarezzato, può in definitiva essere vissuto come un qualcosa al limite fra il gioco ed il piacere. Questo chiaramente, quando i “giochi” in questione, non presuppongono alcun tipo di abuso…
La pedofilia non è circoscrivibile ad un solo paese e ad un unico periodo particolare, come (...)
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