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di alberto fortuzzi martedì 26 maggio 2009 - 1 commento oknotizie
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Chi ha il coraggio di trovare un titolo è pregato di accomodarsi.....


E’ sempre molto difficile trovare un equilibrio nel giudicare eventi che palesemente offendono la dignità delle persone. Sono mesi ormai che non scrivo più articoli per AgoraVox Italia, essenzialmente sopraffatto dall’immobilismo della nostra società.
Sono fra quelli che all’indomani del sisma facevano notare come la palese ignoranza e impreparazione dell’attuale compagine di governo avesse incominciato a fare danni prima ancora delle scosse di terremoto, e che per questo motivo, certamente, non avrebbe saputo affrontare dignitosamente la crisi.
La dignità, a L’Aquila, ora che i soccorritori sono tornati alle loro case, esiste solo negli sfollati.

Il nostro paese, inteso come Repubblica, non è più.
Abituato al gran carrozzone della pubblica corruzione, al nepotismo, all’impreparazione della nostra classe politica, pensavo che comunque gli eventi dell’Abruzzo avrebbero palesato quella parte della nostra società che normalmente manda avanti questo paese, quelli che in tv non si vedono mai, se non in qualche vomitevole cornice di "vogliamoci tutti bene"e "quanto siamo bravi". Il sisma, con un crudele contrappasso ha mostrato al mondo cos’era quel cadavere ambulante chiamato italia, una volta Repubblica.

Nei muri sbriciolati di ospedali moderni abbiamo visto cos’è la corruzione nei pubblici appalti; nelle tendopoli già diventate città di tela vediamo l’indifferenza di una classe politica spietata, volta all’accaparramento di ogni euro, di ogni voto...
Nell’acrobatico ridispiegamento del G8, quella maledetta congrega, vediamo il cinico spostare pedine, compito da deus ex machina che io non posso pensare liberi dalle costrizioni di un reparto psichiatrico criminale...

In quel maledetto logo: "from La Maddalena" c’è, per chi vuole vedere, tutta la pochezza di una politica che si esprime ad un pubblico di lobotomizzati, tutta l’indifferenza di piccoli uomini che credono di governare per unzione divina un popolo di servi della gleba.

Tremo pensando a quando, nei fatidici giorni del g8, milioni di teledipendenti vedranno quanto siamo stati bravi all’Aquila. Perchè questo vedranno, questo faranno vedere i padroni della metastasi ministerialmediatica. Una città felice, in ricostruzione più bella di prima, più moderna e più a misura d’uomo ottenuta nascondendo la polvere sotto il tappeto. Una polvere fatta di persone, famiglie, comunità.

Fino a quando sopporteranno quelle migliaia di persone che soffocano in tende asfissianti sotto il sole estivo, che convivono con dissenterie devastanti causate dall’arricchimento di colossi della grande distribuzione, con malattie che pensavamo debellate, o meglio, facilmente debellabili con medicine moderne?
Tbc, " signor" Bertolaso? Tbc ? maledetto piccolo immobiliarista e sfigatissimo campionetto di golf..

Nell’annullamento dei diritti, nella militarizzazione del territorio in corso in questi giorni a L’’Aquila odo la campana a morto della nostra democrazia. Gli abruzzesi non sono pesci in un aquario, da mostrare al potente di turno per far vedere quanto siamo bravi.

Se non è un delitto uccidere il tiranno che opprime, non è delitto la rivolta contro governanti corrotti, spietati, incompetenti.

Le vittime del sisma non possono e non devono accettare le diaspore, che mirano alla speculazione sul territorio compiuto da quelle societa organiche alla metastasi ministerialmediatica. Perchè è questo l’obbiettivo: prendere persone esauste, disorientate, sfiduciate; fargli credere di agire nel loro interesse e poi accapparrare, lottizzare e speculare. Sulle tombe dei morti, sul sangue dei feriti.
Le vittime del sisma non possono e non devono essere rappresentate dai collettori di tali speculazioni, non possono accettare di non poter decidere delle loro comunità, del loro territorio.

Fra poco vedremo i leccatissimi rappresentanti di nessuno sa bene che cosa, parlare di nessuno sa bene cosa, nell’austera cornice della "Città della Guardia di Finanza". Meno mondana di La Maddalena, più consona al momento...
Quanti sfollati avrebbe potuto accogliere quella struttura? Quanta rabbia, quanto disonore, quanto senso di impotenza avrebbe mitigato nelle vittime del sisma ,avere un tetto non di tela sulla testa?

Se mai nei giorni del G8 vedremo un sussulto di dignità, in quella che sicuramente è anche la mia gente , avverrà con proteste clamorose, con barricate, con scontri.
Non compiuti da esagitati o da violenti, ma da persone che si stanno vedendo spogliati di tutto; compiuti come ultima risorsa contro l’indifferenza dei milioni che grazie ai tg sono convinti che l’Abruzzo sia in procinto di diventare un nuovo eden e
contro il delirio di onnopotenza dell’attuale compagine di governo, che crede di poter decidere del destino di milioni di persone in funzione dei loro laidissimi interessi e anche contro un’opposizione che causa la sua correità alla maggioranza nella gestione della cosa pubblica è incapace di capire che il rinnovamento di cui ha bisogno l’italia e la sinistra sarebbe dovuto partire dall’Aquila.


di alberto fortuzzi martedì 26 maggio 2009 - 1 commento oknotizie
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G8 Sisma L’Aquila Governo

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