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di Marco Barone (sito) venerdì 19 agosto 2011 - 2 commenti oknotizie
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Capitalismo e diseguaglianze: a Trieste stazione bloccata e No Tav contro la Serracchiani

In tempo di crisi, il sistema, cerca con qualsiasi mezzo di soddisfare i propri capitali interessi, manifestando totale disinteresse per il popolo comune, che presto realizzerà la nuova comune…

Ancora esistono finanziamenti da divorare.

Ancora esistono consulenze e appalti da dividere, mentre tra manovre bis e ter, si coglie l’occasione per uccidere i diritti dei lavoratori ma anche festività laicamente sacre. Il Primo Maggio, il 25 aprile, giusto per citarne alcune.

In questo tempo si devono sfruttare i lavoratori, si devono realizzare immense opere che devastano l’ambiente. Ma i soldi per i lavoratori non ci sono… Ed ecco che allora i lavoratori della ditta Carma, incaricata delle pulizie nelle stazioni e sui treni del Friuli Venezia Giulia, rimasti senza stipendio da tre mesi, hanno occupato i binari della stazione di Trieste centrale, mentre alcuni sono saliti su un traliccio esponendo uno striscione.

Stazione bloccata. E la gente aspetta. Ma comprende il motivo della protesta manifesta dei lavoratori senza stipendio. Per i lavoratori i soldi non ci sono. Per la Tav, sì.

Ed in tal tempo, la TAV, linea ad alta voracità, perché tutto viene divorato, continua a far discutere. Come ricordato in tal articolo la Commissione Europea sosteneva, nei confronti del movimento No Tav, della Valle che non si arrende, e non si arrenderà, cose a dir poco fuorvianti.

Parlavano di molotov e bottiglie piene di ammoniaca ai danni della polizia; il Movimento veniva etichettato come realtà violenta ed eversiva, non emergeva alcun cenno alle azioni repressive delle forze dell’ordine. Anzi sembravano essere giustificate.

Ed in più si specificava che 14 comuni su 10 tendono a caldeggiar la realizzazione di questa nuova opera ferroviaria.

Perché la Commissione europea si pone in tal modo?

Beh un primo ragionamento è semplice e basilare. Sono loro i committenti di tal opera, quindi, è ovvio che devono spingere per la sua realizzazione.

Però deve esser anche detto che quelle informazioni dettagliate, ma sballate, sono state conferite, perché la commissione europea ha avuto delle informative sul punto.

E sembrerebbe di capire, che gli informatori della Commissione europea sarebbero stati alcuni europarlamentari italiani, tra cui la Serracchiani.

In una lettera aperta scritta, proprio alla europarlamentare del Pd, da parte di alcuni attivisti del Movimento No Tav di Trieste/Carso si legge che la Debora Serracchiani, assieme ad altri europarlamentali, ha scritto al presidente della Commissione UE Barroso e al commissario ai Trasporti Kallas.

Caro presidente Barroso, Caro commissario Kallas, dopo gli sfavorevoli eventi recentemente accaduti durante le ultime settimane, che hanno visto gruppi minoritari locali che provavano ad ostruire, anche con la violenza, l’inizio del progetto n.6 di priorità della TEN-T fra Torino e Lione nella regione italiana del Piemonte, esattamente nella zona di Maddalena di Chiomonte, Val di Susa, noi, membri italiani del Parlamento Europeo denunciamo fortemente quei fatti inaccettabili, che fanno ritardare il progetto ed hanno causato varie lesioni, principalmente fra le forze di sicurezza. Malgrado quelle difficoltà, le autorità italiane, su un impegno bipartitico, hanno voluto rispettare le disposizioni precedentemente prese con l’UE per quanto riguarda l’apertura del cantiere entro il 30 giugno 2011 e conseguentemente cominciando con la perforazione del traforo come da progetto. (omissis) Noi membri italiani del Parlamento Europeo siamo completamente convinti che questo progetto debba essere realizzato e ci impegniamo per sostenere lo sviluppo del trasporto e delle infrastrutture che contribuiscono all\’ammodernamento dell’Italia, in questo caso specifico, ma in generale dell\’Europa complessivamente. (omissis)


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