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  Home page > Attualità > Politica > Cambiare l’art.1 della Costituzione?
di alessandro tantussi martedì 21 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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Cambiare l’art.1 della Costituzione?

L’attuale art.1 della Costituzione Italiana, quindi il pilastro della Costituzione stessa, è l’emblema dell’Italia del compromesso. Nel 1947, per giungere all’attuale formulazione (L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro) ci fu un’aspra battaglia tra le diverse fazioni.

Ugo La Malfa (segretario del partito Repubblicano) e Gaetano Martino (Partito Liberale) avrebbero voluto scrivere “L’Italia è una Repubblica fondata sui diritti della libertà e i diritti del lavoro”.

Palmiro Togliatti (segretario del Partito Comunista Italiano) voleva un richiamo all’art.1 della costituzione dell’URSS: “L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è uno stato socialista degli operai e dei contadini”

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” deriva da un compromesso proposto da Amintore Fanfani (Democrazia Cristiana)

L’espressione “fondata sul lavoro” non ha molto significato. Una repubblica, come viene riconosciuto nelle costituzioni di tutti i paesi evoluti, si può fondare su principi fondamentali come libertà, democrazia, uguaglianza, fratellanza.

Il diritto al lavoro e (forse soprattutto) il dovere al lavoro trovano giusto riconoscimento nell’art. 4 (Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto).

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società).

Ma non capisco come possa essere "il lavoro" il principio fondamentale di una regola di convivenza quale è la Costituzione. La formulazione sarebbe stata molto più chiara persino se si fosse scritto “l’Italia è una Repubblica fondata sui lavoratori”. Certo, avrebbe richiamato certe forme di stato che esistevano allora (che io non condivido) ma almeno avrebbe avuto un senso. Quindi, forse, la nostra carta comincia con un malinteso. Sarebbe meglio: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata su principi di libertà e di uguaglianza". Chi è d’accordo? alessandro@tantussiserramenti.it

di alessandro tantussi martedì 21 settembre 2010 - 0 commento oknotizie
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