La Giustizia italiana, accusata spesso a torto od a ragione di lassismo, di essere molto "comprensiva" con i delinquenti che verrebbero rilasciati subito in libertà e così frustrano il lavoro compiuto dagli investigatori per assicurarli alla Legge, si mostra molto dura verso i rumeni, i rom, gli extracomunitari che subiscono un processo con relativa condanna o assoluzione.
E’ noto a chi legge gli atti che la ragazzina di Ponticelli accusata probabilmente dalla camorra di avere sottratto una neonata dalla sua abitazione e di avere tentato di rapirla, processata dopo otto mesi di detenzione e dopo avere subito la violenza del branco che subito dopo l’evento ha bruciato i campi dei rom disperdendone le famiglie che li abitavano, riconosciuta innocente dal Tribunale è rimasta in carcere lo stesso condannata a tre anni e sei mesi dopo un processo sulla cui equità molti hanno dei dubbi a cominciare dal fatto che è stato negato ad Angelica la traduzione degli atti ed il diritto al gratuito patrocinio.Una pena che segnerà per sempre la sua vita se mai uscirà dal carcere dove è rinchiusa.
I due rom accusati dello stupro della Caffarella sono stati riconosciuti estranei ai fatti. Fatti misteriosi dal momento che la collaborazione della polizia rumena, a detta degli stessi rom, è stata abbastanza violenta e rivolta a farli confessare ad ogni costo. Mi domando come facevano i rumeni a conoscere i tanti particolari
del luogo dello stupro. E se li avessero appresi durante gli interrogatori dagli stessi poliziotti rumeni? In ogni caso restano in carcere con una motivazione che sembra abbastanza speciosa: sono accusati di uno stupro compiuto da incappucciati. La vittima dichiara di non essere in grado di riconoscere il violentatore. Sentito in tv dalla signora da me come da milioni di altri telespettatori. Restano in carcere per i reati di calunnia ed autocalunnia che francamente sembrano essere richiamati per non lasciarli in libertà.
In quanto agli stupri compiuti in contemporanea a Milano, Bologna e Roma ed ai danni di una ragazza sudamericana e di due ragazzine quattrordicenni resta qualche interrogativo legato al fatto che sono avvenuti alla vigilia del varo della legge sulla "sicurezza" che ha introdotto discutibili elementi nel nostro codice penale e nei provvedimenti di polizia a cominciare dalla schedatura dei senza tetto, dei "barboni" che avverrebbe non dal ministero del welfare e della solidarietà ma da quello degli interni quasi si trattasse di potenziali delinquenti. La povertà estrema è diventata indizio di delinquenza e motivo di schedatura!
La rumena che uccise in modo certamente preterintenzionale a seguito di un alterco una ragazza romana è stata condannata a sedici anni di carcere, il massimo possibile della pena per questo reato! Il Tribunale ha ricercato tutte le possibili aggravanti per comminare una pena che in generale va da quattro ai sei anni effettivi. In atto è in carcere. Non si sa niente della ragazzina che era stata bollata come sua complice!
E questo dopo essere stata al centro, assieme ad una giovane amica minorenne pure arrestata per lo stesso delitto, di una intensa campagna di stampa che ha fatto scempio della sua privacy e l’ha descritta come assassina e mostro!!