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Buone notizie da Palermo: Milazzo è libero

Sì, sono proprio buone notizie quelle pervenute nell’asse Palermo - Roma. Ottime per tutti i cittadini amanti della libertà che ancora credono in un’Italia veramente democratica.

Per Pietro Milazzo (sindacalista Cgil) è, finalmente, scampato pericolo, grazie all’intervento del Presidente della Repubblica (Qui un riassunto di tutta la storia).

Alla fine del 2008 era stato sottoposto ai criteri della legge n.1423/1956:” Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità”. Nello specifico da parte del Questore aveva ricevuto “l’avviso orale” previsto dalla normativa di legge richiamata. In virtù di questo (avviso orale), ai soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, non cambiando condotta, si possono applicare le specifiche misure di prevenzione: sorveglianza speciale con l’eventuale aggiunta del divieto di soggiorno nel luogo di residenza. Per l’emanazione dell’avviso non sono tanto utili “specifiche prove” su reati realizzati, bastano sospetti basati su “ elementi di fatto” ritenuti sufficienti a considerare la pericolosità sociale del soggetto orientata con i propri comportamenti a violare le leggi. E’ palese, quindi, che queste sono norme applicate ai soggetti che delinquono di fatto, specie in una terra caratterizzata da forte illegalità.

Come ben noto, purtroppo, Palermo e la Sicilia tutta sono aree territoriali infestate da rilevanti e nefasti atti della mafia organizzata in cosche; brillano le criminalità diffuse, intrecciate con una perversa e capillare rete estorsiva; in più, eccellono, per quantità e qualità, le torbide commistioni politiche –affaristiche –mafiose.

Quest’ultime, in concerto con la criminalità organizzata, con le loro devastanti azioni pluridecennali, hanno depredato l’ isola. “Mettendo le mani” sulle pubbliche risorse (nazionali ed europee), saccheggiando, hanno introiettato enormi illecite ricchezze, lasciando i cittadini onesti e operosi immersi nel massimo degrado di vivibilità, e di povertà diffusa; le peggiori condizioni europee.

Orbene, Pietro Milazzo non ha mai fatto parte di queste articolate schiere. Né, men che mai, ha attentato, in qualsiasi forma e specie, ai beni altrui e alla moralità.

Da sempre è stato impegnato nel sociale, a sostegno dei più deboli; intervenendo, tra l’altro, in diretta solidarietà dei migranti, denunziando illiceità e sfruttamenti dei diseredati. Sindacalista della Cgil, apprezzato e molto conosciuto in città e nell’ambito regionale, svolge attività di lavoro presso la biblioteca della Regione.

In particolare, nel corso del 2008 si era prodigato, in prima fila, sul grave problema dell’emergenza abitativa a Palermo. I tanti senzatetto, abbandonati dalle strutture locali, avevano messo in opera alcune clamorose azioni di protesta, cercando rifugio in maniera vistosa nella cattedrale e manifestando durante la festa cittadina di Santa Rosalia.

Nel “contenuto” dell’avviso orale, per conclamarne la pericolosità sociale, venivano richiamate denunce per sit-in e manifestazioni non autorizzate risalenti agli inizi degli anni 70, quando Pietro Milazzo era ancora giovane studente, per le quali aveva già ottenuto completa riabilitazione quasi vent’anni addietro.

L’inquietante vicenda destò forte attenzione a livello nazionale. A suo sostegno venne mosso un Appello di solidarietà, largamente partecipato e firmato.

A seguito del respingimento del primo ricorso – dicembre 2008 – il sindacalista ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il giudizio viene espresso dal Consiglio di Stato. Il parere è stato chiaro e netto. La notizia è di ieri: il ricorso è stato pienamente accolto per “carenza motivazionale”, annullando, quindi l’avviso orale.

A Pietro Milazzo è stato ridato il giusto onore civile e democratico. 

Commenti all'articolo

  • Di Geri Steve (---.---.---.54) 28 febbraio 2012 15:19

    ottima notizia e grazie per l’articolo.

    Soltanto un appunto: mi sembra che -purtroppo- il nostro Presidente della Repubblica non abbia fatto nient’altro che attuare il parere, vincolante per lui, del Consiglio di Stato. Quindi, se capisco bene, il merito di avere riconosciuto l’illegittimità va soltanto a quest’ultimo.

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