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 Home page > Attualità > Media > Bufale | Debunker: destra e disinformazione

Bufale | Debunker: destra e disinformazione

I debunker fanno un’opera meritoria.

Molto meritoria perché siamo in un’epoca in cui basta lanciare una bufala che gran parte della rete, quella che sospetta sempre e comunque (e non sempre a torto) dell’informazione mainstream, gli va dietro a occhi chiusi.

È così che le notizie - anche le più palesemente balorde - diventano virali. Fino a che, grazie alla mole acquisita, sembrano diventare anche vere.

I complottismi di tutte le tendenze si alimentano di questa operazione di depistaggio vero e proprio esattamente come, ne abbiamo avute molte prove nella storia italiana e non solo, i depistaggi di mano “istituzionale” hanno reso difficile e talvolta impossibile dipanare la storia di molti fatti cruenti (ogni riferimento alla strategia della tensione è esplicitamente voluto).

Oggi, grazie alla rete e ai social network, le bufale viaggiano a velocità della luce e si ammucchiano una sull’altra, ma qualche strumento per vederci chiaro comincia a essere messo a punto.

I due maggiori debunker italiani, Paolo Attivissimo e David Puente, si sono messi insieme per sbugiardare almeno uno dei più articolati produttori di bufale di bassa lega in circolazione. I loro articoli vanno letti, parola per parola, fino all'ultima riga.

L'origine di questo filone di bufale - ce ne sono altri, sia chiaro - è stata individuata nella società Edinet Ltd., con sede a Sofia, in Bulgaria, un gruppo editoriale che pubblica diverse testate fra cui Liberogiornale.com - oggi rapidamente chiuso - “una struttura schiettamente commerciale, che lucra sulle false notizie e sfrutta gli utenti che abboccano ai suoi strilli acchiappaclic, parte di una rete professionale occulta di siti sparabufale”. Non poteva mancare il sito Notiziea5stelle.com (in prova anche la versione .it) che imita il noto blog di Beppe Grillo, come fa anche la relativa pagina Facebook.

Per l’esattezza la “manina” che spara a raffica false notizie di tutti i tipi pur di guadagnare sarebbe quella di un certo Matteo Ricci Mingani di Albenga, ma residente (forse) a Roma, indicato dal Ministero della Giustizia bulgaro come il titolare di Edinet.

Fra le collaboratrici di una delle varie testate del gruppo, La Gazzetta della Sera, compare una veronese che dichiara di vivere proprio a Sofia, tal Sabrina Boni.

La caratteristica che sembra unire i due - in attesa di individuare altri smanettoni grazie all’attività di debunkeraggio dei nostri - oltre a voler fare soldi sfruttando il momento e la dabbenaggine o l’ingenuità dei tanti, è il colore politico.

Che varia dal grigio molto scuro al nero profondo.

Nonostante le pagine facebook, quella di lui come quella di lei ci mostrino rispettivamente una famigliola felice, spesso in vacanza, o una signorina un po’ sovrappeso, con lo sguardo romantico e l’espressione sognante - ma, attenzione! anche le foto sarebbero false perché, ci avverte David Puente, apparterrebbero a una ragazza americana uccisa un anno fa - la maglietta di lui (nera, con teschio e “me ne frego” d’ordinanza) o la pagina di lei dedicata al 25 aprile (“giornata di lutto nazionale”), sembrano parlare chiaro.

E la dolce fanciulla non si fa mancare un sempreverde razzista tipico dell’ambiente che ama.

Poveri cani, commenta.

Anche la lista di “amici” mostra un’indiscutibile preferenza per i colori scuri. Si va da Forza Italia a un bel po’ di Lega fino a tanta, tanta Forza Nuova.

Fin qui il debunking di Altissimo&Puente che affermano di essere solo alla prima puntata. Ci sarà da ridere a seguirli.

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