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Brasile, la Commissione per la verità fa luce sui crimini della dittatura

Ha scelto una data importante, il 10 dicembre (Giornata internazionale dei diritti umani), per presentare il suo rapporto finale la Commissione nazionale per la verità, incaricata di indagare sulle migliaia di casi di torture, uccisioni extragiudiziali, sparizioni forzate e altre violazioni dei diritti umani commesse durante la dittatura militare che governò il Brasile dal 1964 al 1985.

Due anni di indagini (la Commissione era stata istituita dall’ex presidente Dilma Rousseff, nella foto con alcuni dei commissari) hanno portato alla luce la dimensione massiccia delle violazioni dei diritti umani accadute in quel ventennio e la loro reale natura: crimini contro l’umanità, commessi da un apparato repressivo che era il braccio esecutivo di una politica ufficiale, condivisa da più governi e ideata ed eseguita dai più alti livelli delle istituzioni.

A differenza di molti paesi dell’America del Sud, il Brasile non ha processato i responsabili delle violazioni dei diritti umani commessi sotto le giunte militari. A impedirlo è, dal 1979, una legge di amnistia che nessun governo progressista ha mai osato annullare. Il rapporto finale della Commissione è ora un altro monito ad abrogare quella norma d’impunità, dopo quello rivolto già nel 2010 al governo di Brasilia dalla Corte interamericana dei diritti umani.

Tra le raccomandazioni contenute nel rapporto finale della Commissione spiccano la demilitarizzazione della polizia militare, il miglioramento delle condizioni di detenzione e l’adeguamento della legislazione nazionale al diritto internazionale dei diritti umani, attraverso il riconoscimento dei crimini contro l’umanità e delle sparizioni forzate.

Trent’anni dopo il ritorno della democrazia, il rapporto finale della Commissione dice che il Brasile deve voltare pagina. Non dimenticando il passato, ma portandolo alla sbarra e ponendo così finalmente termine all’impunità. Come si legge sul sito di Amnesty International Brasile, la storia di un paese dev’essere raccontata attraverso la verità e la giustizia.

 

 

 

 
 
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