Il clima politico è piuttosto teso e lo scontro tra gli schieramenti, anzi, tra gruppi di maggioranza, è accesissimo. Il Governo, è ormai evidente, è giunto al capolinea dopo la scissione PdL - finiani; una rottura che avrà certamente ripercussioni pesanti sull’economia del Paese.
Ogni giorno i giornali presentano uno scenario di disagio sociale fortemente ridimensionato dalla disinformazione. La realtà, però, come tutti sappiamo è ben diversa: migliaia di lavoratori in cassa integrazione (Eurallumina, Vinils per citarne alcuni), l’Università italiana in rivolta (con il blocco degli scatti stipendiali dettati dai tagli Gelmini, tantissimi ricercatori neo padri di famiglia avranno stipendi più bassi degli operai), il mercato automobilistico e chimico nazionali sono in forte crisi.
Questi sono esempi, solo per citarne alcuni. E intanto la nostra classe politica che fa? Semplice: il Governo, che ha ricorso ai decreti in maniera incostituzionale, si occupa solo di proteggere una serie di figure meschine e implicate in "trame squallide di potere" (come le ha definite il Capo dello Stato) varando provvedimenti come il legittimo impedimento, la legge contro le intercettazioni, il processo breve.
Misure che populisticamente vengono attribuite alla volontà popolare, mentre l’opinione pubblica è in maggioranza disinteressata a queste fesserie ed i pochi rimasti che si occupano di politica e moralità si chiedono l’un l’altro chi è che sia favorevole.
Ma non è solo il Governo, sotto la leadership carismatica di Berlusconi, che continua a danneggiare il Paese. C’è anche l’opposizione: a partire da Bersani, che ha paura dei suoi rivali in casa e di andare a votare (i sondaggi danno il PD circa 8 punti sotto il PdL, e non ci venga a raccontare la barzelletta della fase di "responsabilità nazionale"); Di Pietro che ripropone lo scontro in Parlamento ma è troppo oltranzista e vuole le elezioni subito pur sapendo che perderà; e poi naturalmente Casini e Rutelli che, come disperati, cercano di andare al potere stringendo alleanze qua e là anche contro i propri ideali.
Fa bene, allora, Famiglia Cristiana a parlare di "Italia disgustata": sì, siamo disgustati da tutto questo. Da questa classe dirigente incapace di risolvere i problemi, afflitta dal male incurabile della corruzione, frutto di una decadenza profonda dei valori morali.
E a gongolare, rimane solo lui, il Senatur: Umberto Bossi. Uomo sagace e furbo, capace di dettare i giochi politici italiani sin dall’avvento di Berlusconi. Fu lui a far cadere Silvio quando il Governo stava cambiando le carte in tavola, mettendo a tacere la sua pressante richiesta: il federalismo.
Notate come ad ogni intervista televisiva e radiofonica, puntualmente, i deputati, senatori e militanti di partito della Lega parlino in maniera ripetitiva e assillante di federalismo. Una chimera, si direbbe.
I Verdastri italiani sono la "foglia di fico" del "Sistema" associato
di tutti i partiti di cdx e di csx che continuano a recitare la
manfrina per continuare nella grassazione dei cittadini e delle casse
dello Stato e tengono bloccato il Paese. Quando mai un 0% del nulla Verdastro potrebbe bloccare la volontà d’una maggioranza? Adesso ci si è messo pure Fini per far continuare questa pantomima.