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di Samanta Di Persio (sito) mercoledì 7 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Belen Miss Sixty: la fabbrica taglia stipendi ma paga il megacachet della soubrette

Non è difficile mostrare la gioia di indossare un paio di jeans Miss Sixty e se il cachet è top secret potrebbe significare che ha molti zeri; mentre l’azienda produttrice ha comunicato un esubero di 240 unità (su 445) a causa della crisi. I vertici aziendali a chiusura dell’anno 2010 fecero un discorso ai lavoratori: ammettevano la crisi, ma loro avevano gli strumenti per il rilancio.

Dalla primavera del 2011 la testimonial per il gruppo Miss Sixty è Belen Rodriguez con il suo sedere; l’Italia ha un forte import in questo settore.

Gli operai in cassa integrazione della Miss Sixty di Chieti Scalo sono in presidio permanente, restano lì anche dopo aver ricevuto l’insulto: “Andate via, rovinate l’immagine dell’azienda”.

Quindi la Rodriguez con la sua vita sregolata e video hard può solo dare lustro all’azienda; il problema sono i lavoratori ai quali, alla fine dell’anno, scade la cassa integrazione e questo potrebbe significare termine degli ammortizzatori sociali. 

Gli operai denunciano, ma nessuno riporta tale notizia, che l’impresa non chiude per mancanza di commesse, ma per la famosa dislocazione concessa da Governo e sindacati.

Il gruppo Miss Sixty racchiude molte marche di tendenza: Energie, Refrigiwear, Killah, Baracuta, Murphy & Nye. Killah da alcuni mesi viene già prodotta completamente in Cina, anche i tessuti non sono più italiani, una t-shirt made in Cina costa € 1,50, Energie è prossima all’espatrio e come sappiamo, quando il prodotto viene venduto in Italia, il prezzo, ovviamente, non è in base al costo della manodopera cinese.

di Samanta Di Persio (sito) mercoledì 7 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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