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Autostrada Tirrenica: ruspe in azione, aziende in difficoltà

Autostrada Tirrenica: a Tarquinia intervento della forza pubblica per sgomberare il chiosco dei Podda. Rilevanti i danni alle imprese della Farnesiana.

Siamo all’uscita dell’A12 verso Tarquinia, qualche centinaio di metri oltre il raccordo che conduce al Porto di Civitavecchia, sulla via Aurelia, dove stanno avanzando a pieno ritmo i lavori dell’Autostrada Tirrenica: una grande opera contestata da molti per i maggiori costi che graveranno su automobilisti e trasportatori i quali non potranno più disporre, dopo oltre duemila anni, di quella che era la strada statale n.1, gratuita naturalmente.

È l’unico caso in Europa di strada pubblica diventata privata in cui gli unici a guadagnare saranno i costruttori oltre la SAT, la società che gestisce l’opera, la quale ricaverà una rendita garantita dall’ANAS.

Guidata da Antonio Bargone che per un caso tutto italiano ne è anche Commissario incaricato della vigilanza, la Società Autostrada Tirrenica gode di un sostegno quasi totale dei partiti (PD e PDL o Forza Italia in testa) e dei vari potentati economici e finanziari pronti a sfruttare un’occasione servita su un piatto d’argento.

Dove c’è qualcuno che guadagna è probabile che vi siano molti a pagare i danni. E infatti in un’area molto pregiata dal punto di vista ambientale, nota come la Farnesiana, oltre duecento tra agricoltori, aziende agrituristiche note anche all’estero e imprese dedite all’allevamento, si sono ritrovati in pochissimi giorni a dover fare oltre otto chilometri in più, gran parte su una strada di appena quattro metri di larghezza.

Parecchi operatori turistici si chiedono quanti clienti perderanno mentre gli imprenditori agricoli non hanno ancora fatto un calcolo dei maggiori costi di carburante, insomma una vera e propria mazzata imprevista e imprevedibile nelle conseguenze.

Eppure il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, non sembra molto preoccupato. Promette anzi che in un futuro indefinito ci saranno strade complanari e ponti sul fiume Mignone. C’è però qualcosa che nonostante l’impegno per l’autostrada, il sindaco non ha saputo spiegare: perché non è stata realizzato, prima dell’autostrada, il sistema di viabilità complanare?

Ma un’altra situazione sembra destinata a creare difficoltà a Mazzola, si tratta di un caso che sta imperversando da un paio di giorni su tutti i mezzi locali: quello dei fratelli Podda, il cui chiosco è collocato accanto all’Aurelia, al confine tra Civitavecchia e Tarquinia. Da vent’anni il punto vendita di formaggi e salumi, prodotti dalla famiglia emigrata una trentina d’anni fa dalla Sardegna, e di altre specialità provenienti dall’Isola, è diventato un punto di riferimento per clienti e turisti, soprattutto romani, in transito.

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Il negozio della Famiglia Podda

Così Patrizio Podda, uno dei titolari, non si aspettava che il suo box potesse essere abbattuto dalle ruspe della SAT, senza compensazioni economiche e con un danno gravissimo in grado di compromettere il futuro dell’impresa e dei dipendenti.

L’accusa contro la famiglia sarda è di non avere titoli per trovarsi lì ma da vent’anni nessuno ha obiettato niente, né la ASL né il comune di Tarquinia e neanche l’Agenzia delle entrate. Il ricorso dei Podda dinanzi al magistrato ordinario del tribunale civile di Civitavecchia non è stato accettato in quanto ritenuto di competenza del TAR del Lazio, uno dei tanti porti romani dove è molto facile arenarsi in attesa di un verdetto che stabilisca qualcosa.

Ma intanto lunedì mattina, come preannunciato, si è presentata la ruspa. Bernardo e Patrizio Podda che avevano trascorso la notte insieme a tanti amici e piccoli operatori della zona, accanto al box, si sono incatenati alla struttura e si sono liberati solo quando la ruspa si è allontanata. Tornerà con i rinforzi? 

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L’imprenditore Bernardo Podda
Tarquinia

In giornata qualche consigliere comunale di minoranza di Tarquinia si è fatto vedere al chiosco ma risultati concreti non ne sono ancora arrivati..

E stanotte è stata un’altra notte accanto al fuoco, a mangiare formaggio e salsiccia sarda con i tanti che hanno rinunciato alla giornata di lavoro per essere lì, a parlare di un’autostrada che pare un evidente abuso, un’altra tassa per tutti i cittadini, compresi quelli che ancora nessuno ha informato che pagheranno almeno 15 centesimi al chilometro e che ad esempio, per andare da Civitavecchia a Montalto di Castro e oltre, non avranno alternative.

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Intorno al fuoco

Alle cinque di stamani (17 dicembre) Marzia Marzoli, una cittadina di Tarquinia che ha trascorso la notte con i Podda, ha diffuso su Facebook la foto dell'intervento delle forze dell'ordine per sgomberare e quindi procedere all'abbattimento del chiosco.

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17 dicembre, ore 5. L’intervento delle forze dell’ordine
Foto concessa da Marzia Marzoli

Tutto come da programma SAT.

Non si hanno ancora notizie di avvio di indagini da parte della magistratura sulla SAT, per quanto siano stati presentati esposti in gran numero da cittadini e associazioni mentre altri ne verranno depositati nei prossimi giorni. 

Commenti all'articolo

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.210) 17 dicembre 2013 13:36
    Giorgio Zintu

    Per maggiore completezza informativa è opportuno fornire ulteriori dettagli su quanto accaduto nel corso della mattinata. E’ stato chiamato il sindaco di Tarquinia, Mazzola, che giunto sul posto, dopo aver telefonato al presidente SAT, Bargone, non ha offerto alcuna garanzia ai Podda e neanche agli altri imprenditori.
    La famiglia sarda è in attesa di un pronunciamento del TAR che dovrebbe arrivare intorno alle 15 di oggi pomeriggio. Ma al massimo l’attività potrà proseguire per un mese, in condiioni precarie.
     

  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.210) 17 dicembre 2013 19:27
    Giorgio Zintu

    Ruspe in azione! La notizia del rigetto da parte del TAR del ricorso presentato dai fratelli Podda si è diffusa nel pomeriggio in un baleno. Fine delle ultime speranze e avvio della demolizione del chiosco. E’ apparso chiaro da subito che i grandi interessi finanziari che girano intorno a una grande opera avrebbero reso improbabile la vittoria di un Davide contro Golia.D’altra parte chi si aspetterebbe che nelle aule di qualche tribunale italiano la privatizzazione dell’Aurelia costituisca reato? Quasi nessuno, ma forse in Europa potrebbe andare meglio.

  • Di (---.---.---.65) 18 dicembre 2013 10:00

    NOTIAMO : UN AZIENDA DI FILIERA CORTA...
    E OVVIO : NESSUN COMMENTO A FAVORE DI QUESTO AGRICOLTORE DA PARTE DEI BUONISTI DEL BUON CIBO .....


  • Di Giorgio Zintu (---.---.---.11) 18 dicembre 2013 10:41
    Giorgio Zintu

    C’è da dire che tutti gli operatori del settore agro-zootecnico della Farnesiana hanno piccole dimensioni e lavorano prevalentemente in ambito locale. Può stupire che in quest’area ci sia una scarsa attenzione al cibo ma purtroppo è la conferma della deriva culturale dominante. Più che di difese scritte c’è bisogno di comportamenti, di educazione altrimenti tra qualche mese parleremo degli ultimi mohicani nella riserva.

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