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Autostrada Tirrenica in affanno. Da Grosseto lo stop dai sindaci a un’opera superflua

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Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, Antonio Cozzolino, sindaco di Civitavecchia

L'avevano promesso il 19 luglio a Capalbio e sono stati di parola. Sono i sindaci di Livorno, Filippo Nogarin, di Capalbio, Luigi Bellumori, e di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, i principali testimonial dei cortei No Sat partiti da sud e da nord che si sono dati appuntamento a Grosseto, in piazza Dante, per ribadire uno stop deciso all'Autostrada Tirrenica dalla città toscana dove nel lontano 1968 venne fondata la SAT.

Venti contrari si stanno levando da tutti i quadranti contro la società autostradale che sta tentando di realizzare un lotto nei pressi di Civitavecchia, l’unico tratto valutato particolarmente redditizio per i traffici da e per il Porto oltre che da e per Viterbo e per Roma. E' infatti di pochi giorni fa la diffida alla SAT da parte del sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola - considerato uno dei maggiori sostenitori dell’autostrada - a non chiudere l’accesso che consente di agli abitanti e alle imprese della frazione della Farnesiana di utilizzare l’Aurelia, almeno sino a quando non sarà realizzata una viabilità stradale alternativa. 

Poca cosa per la SAT, oltre che tardiva, la voce del sindaco Mazzola, rispetto alle notizie diffuse dalla stampa nei giorni scorsi che sembrano confermare cambiamenti nell'azionariato di SAT, dovuti probabilmente ai 270 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare con lo Sblocca Italia e che invece non paiono contemplati sul testo del decreto. Appare anche incomprensibile, alla luce degli stress test effettuati sulle Banche italiane, come Monte dei Paschi possa mantenere una quota vicina al 15% del capitale di un’azienda di cui non sono chiare le strategie.

E veniamo alla manifestazione di domenica a Grosseto, che ha visto confluire il popolo No SAT partito da Tarquinia e da Livorno. Tutti i sindaci intervenuti hanno bocciato senza appello le grandi opere di cui l'autostrada tirrenica appare l’espressione peggiore, chiedendo l'Aurelia sicura e pubblica e investimenti per la messa in sicurezza del territorio provato da anni di costante degrado danni e morti.

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Paolo Ferrero

La scena sulla piazza ha visto una strana combinazione di colori, dalle bandiere del Movimento 5 Stelle a quelle di SELRifondazione ComunistaTsipras sino ad una solitaria del PD, di appartenenti al gruppo di Civati. Oltre gli striscioni dei movimenti NO SAT e degli ambientalisti toscani, spiccava un grande striscione di Legambiente, di cui da anni si erano perse le tracce nelle manifestazioni contro la tirrenica. Diversi gli esponenti dei partiti intervenuti tra cui Paolo FerreroMassimo Cervellini, vice presidente Commissione Trasporti del Senato, Samuele Segoni della commissione Lavori pubblici della Camera dei deputati.

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Lo striscione di Legambiente

Presenti le bandiere storiche della protesta ambientalista, Nicola Caracciolo, e l'ex ministro dell'Ambiente, il professore Gianni Mattioli.

Per i No Sat, Ubaldo Giardelli e Marzia Marzoli hanno ribadito che l'Aurelia deve essere messa in sicurezza con doppie corsie ed eliminazione di tutti gli attraversamenti a raso e senza pedaggi, tutte richieste che alla SAT non interessano perché non rientrano nella concessione.

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Antonio Cozzolino, ingegnere Marco Martens, professore Gianni Mattioli

In molti interventi è stato chiesto anche il potenziamento del trasporto ferroviario, assolutamente inadeguato sulla tratta Livorno-Roma considerando come sia poco sensato costruire autostrade per assicurare una maggiore velocità quando il traffico veicolare è da anni in diminuzione costante e per andare con il treno da Firenze a Grosseto servono non meno di tre ore di viaggio, tempi non molto lontani da quelli delle ferrovie del Granducato di Toscana.

Gli unici che sembrano ancora difendere a spada tratta l'autostrada sono l'ex ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, e il governatore Rossi che la considera addirittura strategica, non spiegando però a cosa servirebbe ai toscani un’autostrada a pagamento quando oggi hanno una superstrada gratuita a 110 km/h sino a Grosseto e che per giunta va bene all’Europa. Ma per la parte restante sino a Civitavecchia non si registra un particolare favore popolare, salvo che non entrino in funzione le esenzioni da ticket che privilegiano gli abitanti dei centri toccati da un’autostrada ma che potranno essere solo temporanei, sempre che non ne venga rilevata l’incostituzionalità insieme alla violazione delle norme europee sulla concorrenza.

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Il Comitato per la Mobilità di Tarquinia La Farnesiana

Altri dubbi potrebbero farsi strada tra le aziende partecipanti al capitale SAT che, senza soldi pubblici, non avrebbero più garantita un’adeguata redditività, in un momento in cui l'Europa ha deciso di vederci chiaro sia sul rinnovo delle concessioni autostradali e sulla loro durata oltre che sulle modalità di svolgimento delle gare d'appalto.

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