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Attentato della "macchina infernale": la sacra notte salvò Napoleone

La sera del 24 dicembre 1800 avveniva a Parigi l'attentato della "macchina infernale" contro Napoleone, all'epoca Primo Console in virtù della Costituzione dell'anno VIII.

Il commando che agiva era composto da tre congiurati i quali piazzavano su un carro un barile carico di chiodi e polvere da sparo. Inoltre, vigliaccamente, uno di loro ingaggiava con l'inganno una ragazzina di soli quattordici anni, si chiamava Pensel. Il suo compito era di fare la guardia al cavallo in modo che non spostasse il carico di morte. Il caso e la celerità nel passaggio della stretta via di Saint Nicaise da parte del cocchiere Cesar Germani, un veterano delle campagne napoleoniche evitava l'impatto con la violenta esplosione che faceva strage di venti persone innocenti, fra i quali anche la ragazzina Pensel, e un centinaio di feriti.

Il Primo Console, che era diretto all'Opera di Parigi, decise di non cambiare programma per dimostrare che l’azione terroristica non intaccava il normale funzionamento dello Stato presentandosi in teatro dove veniva accolto da scroscianti applausi, ma in cuor suo meditava la vendetta.

L'indomani le gazzette parlavano dell'attentato della "macchina infernale" da parte di chi agiva nell'oscurità per colpire la Francia alle spalle. Il paese si compattava attorno a Napoleone.

All'epoca Napoleone aveva 31 anni, ricco di onori di campagne militari e di tanti nemici. Per i giacobini egli rappresentava il tradimento degli ideali della Rivoluzione, mentre per i realisti rappresentava l'usurpatore e il propagatore delle idee della Rivoluzione oltre i confini della Francia. La prime azioni di polizia si concentravano (per volere di Napoleone e in contrasto con il ministro della Polizia Fouchè che poco dopo sarebbe stato dimesso) sui giacobini, molti venivano spediti in esilio alle Seychelles e Guyana, da cui non torneranno mai più, e altri mandati al patibolo. Ma le indagini continuavano imboccando la pista realista, come aveva prospettato Fouchè, tanto da scoprire i tre congiurati: due saliranno sul patibolo con la camicia rossa dei parricidi, mentre il terzo riusciva a fuggire negli Stati Uniti. Proprio questi, a seguito di una crisi di coscienza, si farà frate rispettando la regola del silenzio e cercando di vivere nell'oblio. Ma la vicenda non era ancora conclusa, altri attentati saranno progettati nei confronti del Primo Console e tutto ciò servirà al regime di liquidare i realisti. L’apice dello scontro avverrà, nel 1804, con l’affare del Duca d’Enghien.

 

Salvatore Falzone

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