Tutto iniziò molti anni fa con Alfredino. Era il 1981. Era un’Italia diversa e la morbosa attenzione dell’opinione pubblica per le tragedie era in gran parte di là da venire. Da allora non si è più smesso, fino ai livelli parossistici di oggi, in cui ormai anche i palinsesti dei telegiornali dedicano alla cronaca nera spazi davvero eccessivi. Straripando, specie negli ultimi anni, dalle trasmissioni mattutine e pomeridiane, che a questi eventi erano tradizionalmente riservati.
Se poi consideriamo come anche il gossip, lo sport e il pastone delle dichiarazioni dei politici di primo, secondo e terzo piano sui temi più vari abbiano occupato spazi crescenti nei tg, appare chiaro come si punti a distogliere, più o meno consapevolmente, l’attenzione da tutto il resto. Vale a dire ciò che accade veramente, in Italia come nel resto del mondo. A questo proposito, solo un inciso: gli eventi internazionali, dove più, dove meno, sono trattati quasi en passant, quasi fossero una pratica da evadere il più rapidamente possibile. Non c’è bisogno di aver vissuto all’estero per sapere che altrove non funziona così ma, a chi ha passato qualche tempo fuori, fa specie sentire nei tg stranieri parlare di disoccupazione, potere di acquisto dei salari, pensioni, difficoltà delle classi meno agiate che disperano di poter garantire un futuro migliore ai propri figli attraverso l’accesso all’istruzione superiore.
Arrivi in Italia e di che si parla? Di Clooney-Canalis, degli ultimi amori delle veline e dei calciatori, della famiglia Grimaldi, di calcio, e, appunto, di cronaca nera: Amanda e Raffaele, Salvatore e Melania, le ultime puntate di un serial noir con migliaia di puntate che, da Alfredino è passato per Cogne, Parma, Avetrana, solo per citarne alcune delle più seguite. La morbosità di taluni si è spinta fino alla vergognosa follia di organizzare imbarazzanti tour delle tragedie per vedere posti in cui si sono consumate le disgrazie che sono state dato in pasto a masse sempre più affamate di sciagure. Tragedie che dovrebbero essere personali o, al massimo, familiari e che riguardano persone che puoi aver anche visto in televisione, ma che, giova ricordarlo, rimangono comunque degli estranei. Ora chiedersi se è stato questo tipo di pubblico ad aver creato programmi del genere o viceversa somiglia troppo al dibattito su chi sia nato prima tra l’uovo o la gallina, per cui non mi soffermerei su questo punto più di tanto.
Ma se è opinabile che dietro queste scelte editoriali si nasconda un tentativo di distrarre l’opinione pubblica dalle vere emergenze, dove le finalità politiche nell’uso delle notizie appaiono più esplicite è nella cronaca nera legata all’immigrazione. Specie sotto elezioni, in piena campagna elettorale, le aperture dei tg e le prime pagine dei giornali legati a una parte politica (inutile che vi dica quale) sono occupate da titoli a nove colonne tipo “Albanese investe bambino e scappa”, “Romeno stupra minorenne”, e via dicendo. Il modo stesso in cui la notizia viene presentata farebbe pensare che, oltre al reato in sé, vi sarebbe un aggravante: l’essere straniero, meglio se clandestino. L’intenzione di creare un clima da assedio è evidente, com’è evidente che questa strategia funzioni, anche in termini di consensi lucrati al Nord come al Sud.
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