Andrea Intonti
Chi sono?
Andrea Intonti, studente di Scienze della Comunicazione (agli ultimi esami in quel di Bologna) con la volontà – o forse la velleità – di fare il giornalista in Italia, dove questo “mestiere” viene quotidianamente stuprato da chi spaccia per “giornalistici” anche il gossip, sia quello di settimanali specificamente dedicati sia quello dei grandi media che pretendono di raccontarti una notizia locale come fosse il “processo del millennio” o ti raccontano “tutto l'omicidio minuto per minuto” per evitare di dover fare i conti con notizie vere per le quali bisognerebbe lavorare seriamente e non fare copiaincolla da internet.
Credo nel giornalismo come missione e nella sua non obiettività, che è però cosa diversa dalla faziosità. Per questo credo che giornalismo e politica non possano mai mischiarsi, neanche per sbaglio e che – al contrario – chi vuole raccontare la Verità debba stare sulla barricata opposta di chi promette un Paradiso terrestre in piccolo in cambio di un segno su una scheda elettorale, esattamente come succedeva in guerra prima che si inventassero l'asimmetricità dell'esportazione della democrazia e delle bombe “intelligenti”.
Non mi piacciono – e non seguo – le mode, tanto meno quelle mediatiche che cerco quasi sempre di smontare, così come non credo che l'Italia migliorerebbe con una nuova classe politica. Serve, invece, una nuova classe intellettuale, una nuova classe di “provocatori” che smuova le acque di questo bi-partitismo del “volemose bene” e del voto di scambio tornato ad essere pratica principale del modo di fare politica ai più diversi livelli (basterebbe guardare un po' più approfonditamente il mondo delle nomine nel mondo della Sanità per rendersene conto...).
Voglio parlare della criminalità organizzata, non tanto quella “coppola&lupara” e degli arresti televisivi che tanto piacciono ad un certo tipo di pubblico (e ad una certa “anti-mafia”) quanto quella dei colletti bianchi e delle loro derive legali. Voglio parlare di quella “piovra” internazionale di cui si occupavano Ilaria Alpi, Mauro Rostagno e tanti altri e che da quegli anni non ha fatto altro che diventare più forte...