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Alimentazione: il veleno alle porte. Erbicidi e pesticidi in che misura sono dannosi?

ROMA - Analisi e soluzioni praticabili sono state al centro di un incontro svoltosi in Campidoglio e al quale hanno partecipato Vandana Shiva di Navdanya InternationalPinuccia Montanari, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Patrizia Gentilini, medico oncologo di ISDE Italia, Marica Di Pierri di A Sud, Monica Di Sisto portavoce di Stop TTIP Italia e Ruchi Shroff di Navdanya International Italia.

L’impressione complessiva è che ormai non si possa più parlare di rischi possibili perché esistono dati certi sui danni alla salute causati da pesticidi come il glifosato utilizzati in combinazione con altri agenti nelle coltivazioni. Marica Di Pierri ha citato la ricerca pubblicata sul Salvagente in cui 14 donne in gravidanza, sottoposte a un test eseguito presso uno dei più accreditati laboratori tedeschi, sono risultate tutte positive al glifosato in percentuali variabili dallo 0,43 al 3,48%. E anche se il campione era limitato, resta il fatto che la totalità delle donne presentava tracce più o meno importanti di glifosato, una situazione che pone seri dubbi circa i controlli che vengono effettuati dai nostri enti pubblici sui prodotti alimentari di base.

E le minacce, non solo quelle per la salute umana, non potranno che aumentare se trattati bilaterali come CETA tra UE e Canada - sostiene Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – potranno essere firmati come una panacea economica, senza che l’opinione pubblica ne sia stata informata. Fra l’altro anche da un punto di vista commerciale, le eccellenze italiane che entrerebbero nell’accordo sono solo 41, alcune regioni, come Calabria e Umbria, non avrebbero alcun prodotto e le piccole aziende, il segmento economico più importante, non ne ricaverebbero alcun vantaggio. Saremmo in definitiva costretti a importare grano canadese trattato con il “glifosato utilizzato come disseccante e non propriamente come erbicida”. 

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da sinistra, Monica Di Sisto, Marica Di Pierri

Ma erbicidi e pesticidi in che misura sono dannosi? Per Patrizia Gentilini, oncologa medico per l’ambiente, la realtà è ancora più drammatica perché il veleno ha già superato la porta ed è presente nel nostro corpo dalla gravidanza. La vita futura di un individuo è quindi in qualche modo già tracciata prima della nascita. I pesticidi sono considerati uno dei fattori di rischio più importanti per le patologie cronico degenerative, un elenco lunghissimo che comprende il Morbo di Parkinson, l’Alzheimer, la SLA, il diabete, patologie renali e tumori. Cosa fare? Aumentare la percentuale di agricoltura che utilizza metodi biologici e sostenibili. Non si può produrre solo cibo senza preoccuparsi del suolo, dell’acqua, della biodiversità. Concetti questi che sono stati espressi anche dal deputato Mirko Busto del Movimento 5 Stelle, Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, che per venerdì prossimo ha promosso un tavolo di lavoro su Agricoltura del domani: le alternative concrete per coltivare il futuro, dove mondo scientifico e produttori possano indicare soluzioni alternative da perseguire.

Anche il Comune di Roma, nell’intervento dell’Assessore all’ambiente Pinuccia Montanari, si appresta a varare piani operativi per ridurre i rifiuti e in particolare eliminare 200 mila tonnellate di plastica usate per l’acqua in bottiglia, favorendo allo stesso tempo una sorta di agricoltura sociale nell’agro romano di proprietà comunale.

Secondo Vandana Shiva si può uscire dall’incubo, non abbiamo bisogno di pesticidi per nutrire il mondo, sono solo un affare per le grandi aziende produttrici, come la Monsanto, che dalle armi chimiche sono passate a questo nuovo più profittevole mercato. Ed è ormai accertato che l’ingegneria genetica che aveva promesso vent’anni fa di poter fare a meno dei pesticidi ha fallito. Esistono in definitiva per il futuro due sole opzioni: Nessun futuro oppure C’è un futuro. Sta a noi tutti comunicare l’opportunità di cercare un futuro possibile. Al Comune di Roma Vandana Shiva ha proposto per il prossimo anno un obiettivo di lavoro da perseguire insieme: redigere le regole per il rispetto della terra.

La sfida continua.

Commenti all'articolo

  • Di GeriSteve (---.---.---.128) 13 luglio 16:51

    Qualità dei cibi, della vita e sovrapopolamento.

     

    Il mondo soffre di sovrapopolamento e di cambi climatici. La fame e la sete sono realtà in crescita, forse in rapida crescita.

     

    Qualunque buon ragionamento di testa sulla qualità del cibo, dell’ambiente e della vita rischia di essere sopraffatto da sragionamenti di pancia: pancia vuota.

     

    Qualsiasi porcheria associata alla promessa di incremento di produzione agricola sarà attesa, acclamata, desiderata e diffusa, perchè a qualsiasi ragionamento di qualità sarà sordo chi rischia e chi già patisce fame e sete.

     

    Combattere la diffusione di sostanze nocive come il glifosato è certamente giusto, ma è inutile se non si percepisce e non si agisce per fermare questo dramma in atto.

     

    Finchè in India e in Cina la popolazione era in continuo aumento mancavano cibi, istruzione, tenore di vita; soltanto dopo che la crescita demografica si è fermata si è potuto investire sul futuro, sull’istruzione, sulla qualità.

     

    Oggi il problema riguarda il mondo intero: la rapidità di crescita demografica in Africa e il cambio cliamatico fanno diventare quel problema drammatico e urgente.

     

    GeriSteve

     

    • Di Giorgio Zintu (---.---.---.39) 13 luglio 20:06

      Caro GeriSteve, posto il tema come lo descrivi penso che la sesta estinzione sia a portata di mano e rappresenterebbe in definitiva la soluzione finale dell’antropocene. Però si può fare di meglio nel frattempo, naturalmente se la specie umana fa funzionare la logica piuttosto che le armi. Anzi togliendo risorse alle armi e investendo le stesse risorse nei principi razionali e nella loro diffusione si possono ottenere risultati buoni. Credo che l’orientamento su consumi meno compulsivi, un’obsolescenza dei prodotti che non sia programmata per la fine della garanzia di legge, un’alimentazione dove lo spreco per alcuni può rappresentare la vita per altri, una minore frenesia nel girare il mondo senza capire nulla del mondo, vedendo solo l’abito ormai sdrucito di un pianeta allo stremo, la fine dell’uso massiccio di combustibili fossili e tanto altro ancora possano fare miracoli. Se però la fame può essere sconfitta, la stupidità globale, in forte crescita, vincerà senza un’adeguata cultura di contrasto e un’educazione più seria.

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