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  Home page > Attualità > Cronaca Locale > Abbattimenti: a Bacoli le ruspe arrivano allo “Scalandrone”
di freebacoli (sito) mercoledì 5 gennaio 2011 - 0 commento oknotizie
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Abbattimenti: a Bacoli le ruspe arrivano allo “Scalandrone”

Bacoli: sgomberi nel periodo natalizio per chi non ha santi in Paradiso.

Vedersi abbattere una sezione della propria abitazione ancor prima della decorrenza dei termini prevista dalla normativa nazionale: picchetti e motoseghe continuano la demolizione di una struttura sita in località Scalandrone all’interno della quale restano presenti un’anziana donna di 75 anni, una bimba malata che di anni ne ha solo 9, ed una neonata di 13 mesi.

Non si arrestano neanche dinanzi alle reiterate e pacifiche richieste di proroga, le disposizioni del capo degli uffici tecnici e del sindaco di Bacoli i quali, nonostante la gravità della situazione, decidono di restare ben lontani dall’abitazione di via Sibilla mandando sul posto due funzionari.

E’ stata scritta domenica, poco dopo le 10:30, una nuova pagina del capitolo “abbattimenti” che, dallo scorso 23 dicembre, sta interessando un garage ed una stanza di proprietà di Luigi Costagliola.

Locali posti sulla sommità della collina cumana bacolese presso i quali, in modo assolutamente inaspettato, si stanno accanendo le ruspe e le direttive degli organi giudiziari ed amministrativi locali e provinciali che, con una discutibile accelerazione, provvederanno a completare gran parte dell’operazione già nel primo pomeriggio di domani quando, secondo programma, sarà raso al suolo il garage di quella che si potrebbe tranquillamente etichettare come “abuso di necessità”.

Difatti, a differenza di quanto spesso accade sul territorio flegreo, i Costagliola, dopo aver lecitamente ristrutturato già nel lontano ’61 un rudere di campagna, hanno provveduto nel 1998 ad ampliare il proprio domicilio commettendo in tal caso un abuso edilizio che, nonostante le svariate richieste avanzate presso gli uffici competenti, non è stato possibile sanare con il “condono” del 2003, da cui sono escluse aree sottoposte a serrati vincoli paesaggistici ed archeologici come quelle similari ai comuni dell’area flegrea.

Una struttura che non denota quindi alcun tipo di speculazione ma che, per l’appunto, è abitata da due nuclei familiari strutturati, sino all’inizio di quest’anno, da una coppia di anziani e da coniugi con due giovanissimi figli a carico.

L’abbattimento quindi, già di per sé contestato dai proprietari e familiari della casa per via della tempestività con cui è sopraggiunto non dando la possibilità agli stessi di provvedere, nei 60 giorni richiesti, all’autodemolizione, ha denotato nella mattinata di oggi alcuni risvolti paradossali.

Da un lato una bimba malata che chiedeva spiegazioni ai genitori di quanto stesse accadendo a pochi centimetri dalla propria stanza, e dall’altra parte della porta d’ingresso (resa inaccessibile a seguito dei lavori di abbattimento) operai indotti, senza freno, a buttar giù una scalinata d’accesso.

D’altronde, laddove non arrivano orde di manifestanti ed in quei luoghi in cui il potere del politico di turno è andato via via affievolendosi, sembra quasi impossibile frenare l’impeto dell’autorità amministrativa che, nel rispettare le disposizioni giudiziarie, si erge a leone contro chi forza non ha, adagiandosi poi a connivente pecorella laddove si presentano i celeberrimi “amici degli amici”.


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