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Germania, 100% energia rinnovabile. Italia: 100% carbone e nucleare

Il titolo dell’articolo non è fantascienza ma è la realtà della determinazione della classe politica tedesca che crede nelle fonti rinnovabili. Gli obiettivi che si sono posti sono veramente ambiziosi e i fondi per l’energia rinnovabile vengono investiti esclusivamente per lo scopo.

Peccato che la classe politica corrotta e truffaldina del Paese in via di sviluppo investa i fondi destinati all’energia rinnovabile in energia sporca accontentando gli amici di sempre e continuare a truffare gli italiani. 

L’azienda elettrica comunale "SWM" di Monaco ha scommesso sulle fonti rinnovabili con un progetto ambizioso su cui sta investendo mezzo miliardo di euro all’anno. Le aziende elettriche italiane invece restano a guardare l’evolversi degli eventi.

Che differenza passa tra un Paese evoluto e un Paese in via di sviluppo?
 
Nel Paese in via di sviluppo la classe politica vuole tornare al nucleare, convinta di prendere la strada della modernità! Sinceramente, con la classe politica vecchia e inconcludente che si ritrova il Bel Paese, questa soluzione sciagurata potrebbe essere una soluzione ottimale.
 
Loro, i politici, pensano molto agli interessi personali e potrebbe essere un motivo per cui vogliono tornare così prepotentemente al nucleare, per dare la possibilità ai privati di controllare il popolo, come sta accadendo con la privatizzazione dell’acqua e sperperando i finanziamenti per le "energie rinnovabili" che vengono dirottati per le energie sporche. ll regalo di 30 miliardi di euro che negli ultimi dieci anni i politici hanno fatto agli amici degli amici è la riprova del fallimento della politica ecologica del Paese in via di sviluppo.
 
Ma in un Paese democratico ed evoluto come la Germania questi problemi sono superati da tempo, grazie anche al tocco femminile del Cancelliere: si punta con determinazione alle fonti rinnovabili e i fondi ad esse destinati vengono investiti scrupolosamente per lo scopo. La prova degli investimenti è tangibile, possiamo partire dall’impianto eolico più grande del mondo che si trova al confine con la Danimarca realizzata dalla REpower una delle maggiori industrie che si occupa di energie rinnovabili. E proseguire con il progetto avveniristico realizzato dalla Fondazione Liebenau che utilizza ogni anno oltre cinquemila tonnellate di pannolini usati, ritirati negli ospizi e ospedali, che grazie alla centrale riducono le spese di smaltimento per circa 350mila euro e produce energia elettrica per 50 case, contribuendo alla riduzione di anidride carbonica.
 
Ma il progetto più ambizioso si sta materializzando a Monaco di Baviera, una metropoli di un milione e mezzo di abitanti con 800.000 nuclei familiari che richiedono 2,5 miliardi di kilowattora all’anno. Dal 2015 sarà la prima città al mondo a funzionare completamente con l’energia rinnovabile.
 
Per realizzare il progetto, la SWM investe nell’energia rinnovabile mezzo miliardo di euro l’anno che trae dagli attuali profitti, i quali, incredibilmente, sono dati in gran parte dalle centrali nucleare Isar1 e Isar2. che sorgono accanto al fiume Isar. Ma nel 2020, la centrale verrà chiusa. Questo provvedimento, infatti, fa parte del piano nazionale per l’uscita dal nucleare.
 
Essendo l’unica azienda di energia elettrica cittadina rimasta comunale, la SWM è al quinto posto tra i produttori di energia tedeschi. Grazie a questa grandezza entro il 2025 riuscirà anche ad ottenere dall’energia rinnovabile i 7,5 miliardi di kilowattora all’anno necessari per l’industria.
 
Insomma, la SWM vuole fare di Monaco di Baviera la prima grande città al mondo che produce energia elettrica da fonti rinnovabili e l’energia necessaria per la città verrà prodotta a Monaco di Baviera.
 
Per il Paese in via di sviluppo questo progetto rimane fantascienza dal momento che la classe politica, obsoleta e retrograda, ancora insiste con le centrali nucleari e sottrarre gli incentivi Cip 6 per le rinnovabili investiti per le energie sporche. 

Commenti all'articolo

  • Di Maria Lutero (---.---.---.118) 30 novembre 2009 10:19

    ottimo articolo!

  • Di Renzo Riva (---.---.---.190) 30 novembre 2009 14:02
    Renzo Riva


    Percentuali di produzione
    di energia elettrica in Germania
    e relative fonti

    Carbone________50%
    Nucleare________28%
    Idraulica________14%
    Eolica__________5%
    Biogas_________1,5%
    Altro___________1,2%
    Fotovoltaica_____0,3%

    Restate coi piedi per terra e non scambiate i propositi di gente irresponsabile in realtà
    Poi ditemi a cosa servono quei contenitori di accumulo dell’acqua calda al alta temperatura da 300, 500, 800 litri coibentati nelle cantine o soffitte con grosse resistenze elettriche che funzionano la sera riscaldando la riserva d’acqua contenuta con energia elettrica prodotta col nucleare.
    D’altronde il Mondo è pieno di persone credulone ed è per questo che impazzano maghi, fattucchiere e imbonitori televisivi e su carta stampata.
    Vanna Marchi insegna.

    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656

  • Di (---.---.---.153) 30 novembre 2009 17:03

    Ad integrazione del commento del Sig. Riva, riporto anche dati di confronto rispetto all’Italia, così da mettere meglio in evidenza il concetto.

    Energia prodotta con carbone:
    . Germania 267 TWh
    . Italia 44 TWh

    Energia prodotta con nucleare:
    . Francia 450 TWh 
    . Germania 167 TWh

    Energia prodotta col sole:
    . Germania 2 TWh
    . Italia 0,03 TWh

    Energia prodotta col vento:
    . Germania 30 TWh
    . Italia 3 TWh

    fonte: Eurostat
    www . ngpowereu . com

  • Di Renzo Riva (---.---.---.55) 30 novembre 2009 18:56
    Renzo Riva

    Ho più volte trattato degli effetti dannosi e deleteri del ricorso alle energie cosiddette rinnovabili. Nella Sardegna ambientalista, eolofila e antinucleare ora chiudono fabbriche storiche con gravi ripercussioni sull’economia e sull’occupazione.

    Come responsabile di Energia e Ambiente del Nuovo PSI della regione Friuli-Venezia Giulia denuncio l’immobilismo dei sindacati tutti che penalizzano i lavoratori continuando ad ostacolare il rilancio dell’energia elettronucleare indispensabile all’industria invece di richiederla a gran voce urgentemente.

    L’energia elettronucleare è la sola fonte che può cambiare la rotta dell’attuale deriva che altrimenti porterà il Paese alla bancarotta.

    La decisione assunta dalla multinazionale Alcoa per le sue unità del Sulcis che producevano alluminio è solo la punta dell’iceberg di un male che emergerà con virulenza con il disimpegno di altre industrie energivore.

    È da almeno sei anni che lancio appelli sull’allarme delocalizzazioni e sarò facile profeta di cui tutti potranno verificare le ulteriori chiusure e licenziamenti (le CIG sono solo dei licenziamenti nascosti) quando grandi gruppi industriali nazionali se ne andranno a produrre vicino ai mercati che per ora vengono definiti all’estero (Gruppo Pittini? Gruppo Fantoni? Altri?)

    I lavoratori sono i primi che pagano sulla loro pelle questo stato di cose con salari differenziati rispetto agli altri lavoratori europei.

    Pima per il fattore del costo energetico poi per i costi impropri delle "non decisioni" politiche e della macchina burocratica statale di oltre tre milioni di titolari di "stipendio a ruolo", proprio solo dei sistemi retti a collettivismo.

    Scopriremo, se lo vorremo, che fino a pochi anni fa eravamo di fatto un Paese dove si sperimentava il comunismo ricco, di tipo particolare, dove, grazie ai fattori geopolitici, in Italia si riversavano dollari in funzione anticomunista e aiuti (dollari non rubli) al partito comunista italiano confratello in funzione antiamericana.

    Oggi, mutate le condizioni geopolitiche, si sperimenterà il comunismo povero perché, nonostante le cosiddette privatizzazioni - di fatto monopoli privati con accordi di cartello - constateremo che il lavoratore gestisce solo una piccola parte del proprio lavoro.

    L’azione liberale dell’associazione Futuragra con Giorgio Fidenato, che non assolve più come sostituto d’imposta la funzione di gabelliere per conto del fisco, porrà gli stessi lavoratori di fronte alla realtà di constatare dove vanno i frutti del loro lavoro; per altri invece solo i frutti del loro stipendio e della relativa partita di giro.
    Renzo Riva

    Energia Ambiente Nuovo PSI F-VG

  • Di Dino Brancia (---.---.---.32) 30 novembre 2009 20:15
    Dino Brancia

    Sig. Renzo Riva,
    Vedo che Lei è pronto per tornare al Nucleare, rispetto la sua idea ma non posso condividere.
    visto che è anche responsabile di Energia e Ambiente del Nuovo PSI della regione Friuli-Venezia Giulia, mi permetto di SuggerirLe alcuni siti che dimostrano le difficoltà e i problemi che hanno le centrali nucleari non di IV generazione che non esistono ma della terza Epr Francese che ha problemi con i softuer di sicurezza si controlli i ritardi della centrale nucleare di Flamaville, a novembre le Autorità per la sicurezza nucleare di Francia, Inghilterra e Finlandia hanno manifestato perplessità sulla sicurezza dell’Epr, perchè basati su due software non indipendenti tra loro. http://www.france24.com/fr/20091103-autorites-securite-reacteur-nucleaire-epr-areva-france
    altrimenti può controllare anche UNITED STATES NUCLEAR REGULATORY COMMISSION http://www.nrc.gov/ vedrà che questi esperti hanno redatto un rapporto molto interessante. non mi dilungo altrimenti la ricerca per il prossimo articolo sul Nucleare la posto per rispondere a Lei.
     La ringrazio per il commento 

     

  • Di (---.---.---.181) 1 dicembre 2009 00:33

    Se fosse stato accettato il nucleare a suo tempo, oggi molto probabilmente, si potrebbe fare la stessa mossa dei tedeschi. Pensiamo invece che in Italia vi sono industrie straniere che vengono chiuse perché ci sono dei costi energetici alti. Anche se a monte esistono altre motivazioni, questo fà notare il nostro stato attuale di produzione energetica. Evidenzia la lacuna energetica italiana, in un periodo di crisi come quello attuale, il Gap energetico ovvero i decenni persi.

  • Di Renzo Riva (---.---.---.190) 2 dicembre 2009 13:33
    Renzo Riva

    Signor Dino Baccia,
    Cammin facendo si migliora e ciò vale anche per lo EPR 1.6.
    Però c’è già un reattore super collaudato e che va in sicurezza e si spegne da solo.
    Il reattore Westinghouse AP 1000 che insieme allo EPR1.6 è l’altro candidato al rilancio del nucleare in Italia.
    Quante fabbriche dovranno delocazzare ancora prima di rendersi conto che l’unica risorsa naturale del Paese è il lavoro?
    Materie prime non ne abbiamo e allora?
    Faremo un Paese di disoccupati?
    Poi li mandiamo a casa sua a chiedere la pagnotta!

    Mandi,
    Renzo Riva
    renzoriva@libero.it
    349.3464656

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