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La paura e il segreto di Montaigne

Di Marina Serafini (---.---.---.161) 1 gennaio 01:03
Marina Serafini

Carissimo, la ringrazio dell’articolo: é sempre un piacere incontrarla nei suoi scritti! La paura é un tema che suscita in me riflessioni strane. Quando ero una bambina provavo paura. La provavo continuamente. Avevo paura di non essere ascoltata, avevo paura di non essere creduta, avevo paura di non essere amata. Avevo paura di essere esclusa. Poi ho avuto paura di non essere capace, e quindi di non essere rispettata. Ho avuto paura, durante la mia adolescenza, di non riuscire a sopravvivere alla crudeltà dei miei simili. E cosí ho lottato, ho convogliato le mie energie, sempre, fino allo stremo. Puntavo la mia direzione e correvo. Fino a quando, senza nemmeno farci caso, la curiosità ha prevalso, mi ha posseduta come uno spirito divino, e ha lasciato che l’orrido timore svanisse via. Correre nel mondo mi ha consentito di accogliere e scoprire molte cose, molte situazioni, anche su di me, e finalmente il mondo si é aperto, un mondo che amo e che odio, che mi affascina e mi stupisce. Un mondo che a volte rifiuto e vorrei vederlo sparire: il mondo condotto da quelli che si dicono esseri umani. Da anni ritengo che la paura sia solo un cavallo di troia, innestato nel nostro animo per scopi di dominio e prevaricazione. E ogni volta che qualcuno dichiara di provare paura ripeto con ostinazione che non bisogna "provare paura", ma sbrigarsi a cercare soluzioni. Eccola che torna, la curiosità, madrina di quel fare creativo che é in nuce in ognuno di noi, e che spesso rimane celato. Posso dunque provare tristezza per gli effetti nefasti di qualcosa che potrebbe accadere, oppure la rabbia, o un senso di frustrazione. Ma la paura cos’è? Non avere il coraggio di vedere che cosa accadrà. A questo, a mio avviso, si riducono la paura del futuro, la paura dell’altro, la paura della morte. Disabilitazione e pigrizia, fors’anche e prevalentemente, direi, scarsa stima di sé e ignoranza del proprio potenziale. Rimane però qualcosa, a strisciare sul fondo, che turba le mie sicurezze, ed é che il disgusto - e con esso il rifiuto - tolgano linfa a questa mia volontà di cercare. Se questo accadesse, non saprei più dirmi perché sono finita quaggiù, e di questo, lo ammetto, di questo ho un po’ di timore....


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