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Ennesimo eccidio di migranti, proclamare lutto nazionale. La colpa è nostra

Di Persio Flacco (---.---.---.178) 22 aprile 2015 22:28

[MB] "La colpa è sempre altrui." Si, è vero, ma è sicuro che questo vezzo sia attribuibile alla maggioranza degli italiani?

Le propongo un esperimento mentale. Poniamo che la decisione se entrare in guerra con la Libia per abbattere il regime di Gheddafi fosse stata rimessa ad un referendum, quanti italiani avrebbero votato a favore? Secondo me molto pochi.

L’Italia è entrata in guerra contro la Libia perchè così hanno voluto in pochi. In primis Giorgio Napolitano, che doveva onorare i suoi "obblighi internazionali", cioé doveva ubbidire a Washington. Lo stesso ha fatto il suo entourage partitico. La maggioranza, formata da disciplinati figuranti, ha obbedito ai capi avallando la decisione.
I mass media hanno fatto la loro parte, come richiesto dalla proprietà.
Gli italiani non hanno deciso nulla. Fosse dipeso da loro (da noi) Gheddafi sarebbe ancora al suo posto. Non sarebbe stato un bello spettacolo, è vero, ma sarebbe stato molto meno peggio di come è ridotto ora il Paese.
Senza le nostre basi difficilmente l’operazione avrebbe avuto inizio; senza le 1.900 missioni di guerra condotte dai nostri aerei e la logistica fornita dall’Italia per UK e Francia sarebbe stata dura.
L’Italia non si sarebbe sputtanata con uno di quei voltafaccia da quaquaraquà per i quali è famosa stracciando un trattato di amicizia sottoscritto in gran pompa appena due anni prima; non si sarebbe sparata sui piedi andando a bombardare i suoi interessi in Libia come un ebete; non avrebbe concorso a fare strame del diritto internazionale spacciando per intervento umanitario un cinico cambio di regime che ha fatto 50.000 vittime e ha spalancato le porte dell’inferno ad un tiro di schioppo dalle sue coste.

Per questo non penso sia giusto estendere il marciume di questa immonda classe politica a tutti gli italiani.

Ma allora com’è che sembrava che tutti gli italiani ardessero dal desiderio di fare guerra alla Libia?
Semplice: i mass media non solo tentano di orientare l’opinione pubblica secondo le direttive dalla propietà, qualche volta riuscendoci: si arrogano anche il diritto di rappresentarla.
I politici fingono di credere che così sia e... voilà: il gioco di prestigio è fatto.

E lo stesso vale per la Siria, per l’Iraq, per l’Afganistan e per tutte le altre luride avventure in cui l’Italia è stata trascinata da una classe politica irreversibilmente marcia perché irrimediabilmente serva.

Ora che torme di disperati cercano salvezza passando per il nostro Paese, non è giusto presentare il conto ai responsabili, di cui conosciamo nome e cognome, invece di flagellare noi stessi per le loro colpe?

Non è questa una buona, giusta e salutare medicina per la qualità della vita civile di questo paese?

Ora Matteo Renzi va in giro a dire che l’Italia sostiene il TTIP.
Mente: a sostenerlo è lui, i suoi dipendenti in parlamento, i pennivendoli che affollano le redazioni, non gli italiani, ai quali nessuno ha chiesto nulla.


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