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Ridatemi Ratzinger

Di francesco rossi (---.---.---.89) 30 luglio 2013 22:18
francesco rossi

Quando si scrive qualcosa a proposito di temi sensibili, oltre a cercare di pararsi le chiappe ribadendo in ogni dove che si è dei martiri (ma i martiri venivano chiamati così dai loro superstiti: difficile che uno di essi si auto definisse tale ancora in vita!) in nome della libertà di coscienza/informazione/stampa, occorrerebbe forse premurarsi di essere un pelo meno attaccabili nelle argomentazioni puntuali. 

Vediamo. 

"pochi sembrano domandarsi se non sia anomalo che un’autorità spirituale - ma anche politica - goda di un trattamento del genere in uno stato che si vuole laico e aconfessionale." 

Mah, non saprei! I media riportano le azioni dei papi da sempre in Italia, specie quando sono freschi di ordinazione. Questo, poi, usa un linguaggio diverso da quello dei predecessori, poco televisivo, per cui si fa leva sui suoi tic, sulle abitudini, sul colore. Non si tratta di zerbinismo: è che Bergoglio vende! La gente non cambia canale quando è in tv. I reali inglesi, che pure vivono dall’altra parte d’Europa, sono politici e figure religiose, e la nascita dell’erede è stata in tv per 9 mesi tutti i giorni. Sei indignato anche per questo? 

"credo che sia circondato da professionisti della comunicazione di primissimo piano"

L’opinione qui è che Bergoglio sia gestito da uno staff di addetti stampa, in stile Rihanna per intenderci, che gli dicono cosa dire, cosa fare, come vestirsi, eccetera. Oltre a ritenere personalmente questa tesi una baggianata unica, indice peraltro della poca dimestichezza di chi scrive con le faccende vaticane (allora quando c’era Ratzinger? Niente harem di consiglieri per lui?) devo dire che è facilmente smentita dal fatto che Bergoglio, prima di essere papa, non era un ignoto eremita tibetano, ma un importante ecclesiastico sud americano, che per 70 e più anni (n. 1936) ha vissuto secondo i dettami gesuitici della modestia: no oro, no macchinoni. Fedele a sè stesso. Dire che sia costruito da uno stuolo di sfigatelli bocconiani col master alla Luiss come fosse un Mastella qualsiasi è quantomeno naif, per non dire ingenuo, o volutamente maligno.

"È solo un’autorità che - pur disponendo di patrimoni e capitali ingenti - decide di non utilizzarli. Ma attenzione, ciò non vuol dire che li redistribuirà"

Tralasciamo l’ovvio (non vuole nemmeno dire che NON li redistribuirà!): l’assunto è fazioso e basato, di nuovo, su una scarsa dimestichezza con il mondo della chiesa romana. 1° chi lo dice che il papa debba redistribuire le ricchezze della chiesa: ci sono molti (specie non cristiani) che lo pensano, ma molti altri no. Per uno che si definisce difensore della laicità aconfessionale dello Stato è una ingerenza ideologica piuttosto pesante sulle scelte economiche di un altro stato, fosse pure la Città del Vaticano. 2° anche fosse, qualcuno crede davvero che funzioni così il mondo? Uno diventa il presidente della Coca Cola e la mattina si sveglia e può decidere di spostare TOT beni su questo o quel progetto? Ragazzi, ma siamo alle scuole medie? Il Vaticano è una imponente macchina, con molte risorse, ma ovviamente anche molte burocrazie, strutture, uffici, correnti, aree di influenza, eccetera, e come una azienda genera un indotto, con migliaia (milioni?) di persone nel mondo che dipendono da essa. Davvero c’è gente così ingenua da pensare che un Papa, anche popolare o influente come Francesco, possa semplicemente entrare in stile Rambo e fare quello che vuole? L’operato dei papi, la loro carica riformatrice o conservatrice, si misura nell’arco del loro mandato, e spesso solo ad anni di distanza si leggono i veri risultati di un pontificato.

"oggi che l’imposta sulla prima casa fa tremare il governo un giorno sì e uno no, la richiesta di una partecipazione della Chiesa è praticamente sparita."

Mi spiace ripetermi, ma è fazioso. Non è vero che il bombardamento (peraltro a mio avviso parecchio pretestuoso) contro la chiesa per l’Imu sia scomparso. Semplicemente, come accade SEMPRE in Italia, lo si è per ora messo da parte in funzione di altri temi: Ruby, Ruby bis, Ruby ter, Letta, abolizione dell’Imu (altro che farlo pagare alla chiesa: il tema che tiene banco adesso è l’abolizione, con tutto il ricatto del Pdl al governo che ne segue), interdizioni dai pubblici uffici, e prima M5S, scandali regionali, Monte dei Paschi, ecc. E’ giusto? Certamente no. Ma è un complotto pro clero? Mi sembra forzato e pretestuoso pensarlo in termini di implicazione logica. O potrei dire: "da quando c’è Letta al governo guarda caso non si parla più tanto del processo di Avetrana! Strana coincidenza...."

"se è vero che la condanna ad ogni criminalizzazione dell’immigrazione è lodevole, è altrettanto vero che un atteggiamento coerente imporrebbe, ad esempio, l’uscita dai Cie di ogni associazione di matrice cattolica."

Non sono informato su questa cosa delle associazioni di matrice cattolica (termine più vago non esiste: sono della chiesa o no?), ma se si tratta di persone che prestano soccorso ai migranti, è un po’ come dire a Gino Strada: "Hey, se sei contro la guerra, perché curi i soldati?"

"Oppure, banalmente, al buonismo di facciata non seguirà nulla."

Mi rimangio tutto: complimenti per la sottile analisi giornalistica, che getta luce sulle balle che ci propinano i media. Una frasettina fatta da tweet di Flavia Vento. Siamo messi bene.

"Ad esempio potremmo parlare del ruolo che Francesco attribuisce alla libera ricerca scientifica, oppure ai diritti civili di donne e omosessuali. Potremmo chiedergli conto dell’omofobia, dello scandalo sulla pedofilia, del diritto all’aborto, deltestamento biologico, della eutanasia, della scuola e molto altro. "

Proprio stamattina ha dichiarato chiaro e tondo: "Non sono nessuno per giudicare un omosessuale". Mai un papa aveva detto una cosa così. Sull’idea della donna, probabilmente ci si riferisce ad una vecchia bufala che attribuiva dichiarazioni sessiste a Bergoglio, già sbufalata all’epoca. Sulla pedofilia, mi pare che, oltre a parlarne subito, appena eletto, abbia da poco cambiato da "peccato" a "reato" la cosa, dichiarando che il pedofilo va perseguito dalla legge, non (solamente) ammonito dalla chiesa. Insomma, altri passi avanti, altro che immobilismo. Testamento biologico ed eutanasia: beh, che dire. Che cosa vi aspettate che dica un Papa a riguardo??????? Se non siete d’accordo seguite un altro culto (mi pare che i valdesi siano d’accordo), o non seguitene affatto: ma se pensate che una "chiesa moderna" sia una chiesa che tollera l’aborto, beh, non avete capito un bel niente del cristianesimo.

Sulla scuola..... Eh???????

"L’antipatia del "pastore tedesco" permetteva a molti osservatori - persino credenti - di criticare la Chiesa."

Ripeto: o sei il paladino della libera informazione oppure ammetti di scrivere mosso da una ideologia tanto quanto i tuoi presunti avversari, che reputi improbi. Se dici che Ratzinger si prestava a critiche perché antipatico porti dei numeri a sostegno oppure eviti, non la butti lì a mozzo. E dato che trovo la sola idea una sonora sciocchezza, mi viene da chiedermi da dove sia uscita! Il motivo per cui Ratzinger era meno seguito di Bergoglio è che era un teologo, professore universitario, anziano, abituato ad avere a che fare con libri ed esami, con studenti ed altri filosofi tramite carteggi, non con le masse. Ratzinger è un uomo da studio, non da palco, il suo linguaggio era complesso e non di immediata comprensione, spesso travisato (a proposito di mega team di esperti che manovrano da dietro), citato fuori contesto, mai buonista o qualunquista. Bergoglio è un uomo di popolo, un pastore, non un teologo: lui parla di fede come un divulgatore, Ratzinger come un ricercatore. Inoltre se ci pensi, le sue parole venivano per lo più criticate da chi? Ad esempio dai fondamentalisti arabi, che per due robe dette una volta, non comprese affatto, hanno ammazzato e perseguitato centinaia di cristiani nel sud del mondo. Ma dimenticavo: le masse impazzite, se non sono le nostre, vanno difese ed abbracciate dalle comunità radical europee... Scemo io!

"Benedetto XVI indossava scarpette rosse di Prada e una pelliccietta di ermellino; parlava con un orribile accento tedesco ed aveva lo stesso carisma di un Maurizio Gasparri qualunque."

Si ribadisce il concetto che chi scrive non ha mai ascoltato una parola di Ratzinger fuori che quelle spezzettate riportate da Repubblica, non ne ha mai letto una pagina, né visto le ripercussioni. Il carisma di Benedetto XVI era tutto meno che gasparriano, è stato un papa unico, forte ma mite nei modi, dal pensiero incredibilmente moderno e del tutto radicale (mi si citi una religione con leader più "al passo con i tempi") ma evidentemente se una cosa non viene urlata passa per frivola. Bella roba! Riguardo la ricchezza: era proprio un incorreggibile viveur Ratzinger, nessun dubbio! Infatti non appena ha potuto si è chiuso in una stanzetta con i suoi libri e la sua tarda età, come aveva vissuto peraltro il resto della vita, gestito da un paio di suore badanti in un piccolo spazio per pensionati non di lusso in Vaticano. Che lusso ragazzi! Che Prada! Che Ermellini!

" la Chiesa non è cambiata di nulla e rimarrà
 ancora a lungo - la struttura conservatrice che fino a pochi mesi fa odiavamo.
"

Tra tutte le religioni mondiali degne di un minimo interesse (islamismo, ebraismo, cristianesimo, induismo, e così via), la Chiesa cristiana è quella che in 2000 anni si è evoluta di più. O forse è l’unica che si è evoluta! La chiesa cattolica oggi riconosce in concreto il diritto al divorzio, la separazione stato/chiesa, il diritto di libero culto, da ampio spazio ai laici, e mille altre cose: addirittura abbraccia le teorie Darwiniane, limitandosi ad intendere Dio come volontà prima dell’evoluzione delle specie. Se poi si odia la chiesa, beh, direi che si getta un po’ la spugna: allora il tema non è essere oggettivi giornalisticamente, ma parlar male della Chiesa. Buono a sapersi, ma che miseria, tanto valeva ascoltarsi un vecchio disco di Sinead O’Connor!!

"Ridatemi Ratzinger."

Se oltre a sfogliare il Manifesto senza convinzione ti fossi letto qualcosa di Ratzinger in questi anni, caro mio, probabilmente daresti un senso a questa esortazione tutt’altro che sarcastico. 


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