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Considerazioni da genitore sulla condotta di Berlusconi

Di maurizio (---.---.---.31) 7 novembre 2010 01:00

Caro Alessandro, abbraccio ricambiato smiley mi piace discutere con rispetto con chi la pensa diversamente. Ti faccio notare però che oggi in Italia con la corruzione, il nepotismo (che vede per esempio elementi come Renzo Bossi in consiglio regionale lombardo e laureati a girare le patatine da Mc Donald’s), il baronismo, il conflitto di interessi e tante altre abitudini e comportamenti dilaganti purtroppo nè il pubblico nè il privato funzionano tanto bene.


Gli imprenditori rubano come gli altri caro Alessandro, ci sono imprenditori onesti e imprenditori disonesti, imprenditori che pagano e tasse e altri che creano società off-shore alle Cayman per non pagarle, imprenditori che investono il depuratori e altri che pagano i funzionari e inquinano fiumi e laghi. Il mio "pregiudizio illiberale" nasce dall’aver visto e l’aver vissuto sulla mia pelle le ingiustizie di alcuni imprenditori e società che grazie a politici compiacenti hanno privato onesti cittadini dei loro diritti in nome del profitto. Questo lo sai benissimo se sei onesto (e lo sei) che succede molto spesso anche nel privato basta leggere i giornali (quelli giusti che ne parlano).

L’impresa è una cosa sacrosanta ma sarebbe molto ingenuo ritenerla immune dal marcio che dilaga, o sbaglio? La Rocchetta ha creato posti di lavoro a Gualdo Tadino ma ha assetato dei paesi prelevando troppa acqua grazie a compiacenti consiglieri regionali, cosa è giusto allora? il profitto e creare lavoro o privare cittadini che pagano le tasse del diritto di avere acqua nelle loro case, acqua che avrebbero in abbondanza se non venisse imbottigliata e venduta nei supermercati?

Io credo che finché non avremo un sano principio d’impresa capace di fare la cosa giusta senza nepotismi, favoritismi, politici compiacenti, conflitti di interessi, ecc. alcuni beni o servizi debbano restare per forza pubblici, fruibili da tutti ricchi e poveri poiché certi diritti inalienabili non possono essere messi dopo il profitto.

Solo se saremo in grado di garantire tutto questo allora potremmo cambiare e cercare di creare imprese private che garantiscano tali diritti, altrimenti chi ci rimette sono sempre le fasce deboli, i cittadini che non possono pagare, che sono sempre più distanti dalla politica e dai palazzi del potere, che vedono calpestati i loro diritti, diritti che sono stati conquistati in alcuni casi anche con il sangue. Non vogliamo diventare come l’America spero, la nazione diventata famosa per il "sogno americano", patria della libera impresa, dove però se non hai i soldi non ti puoi curare.
Ciao, Maurizio

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