Mi dissocio dalle reazioni spropositate dei piombinesi (ma anche queste un po’ gonfiate dall’eco che hanno trovato sulla stampa locale e nazionale), ma il libro della Avallone mi ha delusa! Non perché racconti di Piombino in un determinato modo, ma proprio per l’intreccio troppo prevedibile e per il linguaggio fin troppo ammiccante e furbo. E’ un libro non sincero, pieno di luoghi comuni che probabilmente sfrutta un contesto che si ispira ad alcuni fatti realmente accaduti. Una grande operazione di marketing della Rizzoli, niente di più.