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Yemen, buonisti e radical-chic| La "solidarietà interessata" che fa male alle campagne per i diritti umani

Negli ultimi 15 giorni due spaventosi crimini di guerra (il primo a Hodeidah, l’altro nella zona di Sa’ada con il bombardamento di uno scuola-bus che ha fatto strage di bambini), hanno fatto salire di gerarchia le notizie sulla guerra in corso nello Yemen dal marzo 2015 tra gli houti (un gruppo armato sciita sostenuto dall’Iran) e una coalizione militare regionale guidata dall’Arabia Saudita.

In questo conflitto dove non esistono buoni e cattivi, ma caso mai cattivi e pessimi, quasi 2.400 bambini sono stati uccisi (ma secondo alcune fonti sarebbero oltre 3300) su un totale di 6592 vittime civili e più di 3.600 sono rimasti feriti, su un totale di 10.470. Bambini-soldato risultano arruolati in entrambi gli schieramenti. Oltre 20 milioni di persone, ossia l’80 per cento della popolazione yemenita, hanno bisogno di aiuti umanitari. Ci sono stati migliaia di casi di colera.

La maggior parte dei crimini di guerra sono stati compiuti dalla coalizione a guida saudita, che bombarda ogni giorno e ogni notte senza fare distinzione tra obiettivi militari e civili: scuole, ospedali, mercati, moschee, abitazioni private, banchetti nuziali e, per l’appunto, autobus che trasportano bambini.

A terra, i militari degli Emirati arabi uniti controllano centri segreti di detenzione e gestiscono corpi speciali di sicurezza come se fossero guardie private.

In questi giorni anche i “social” stanno scoprendo lo Yemen. Ci sarebbe di che rallegrarsi se questo inedito slancio solidale non avesse via via rivelato il vero obiettivo: le Ong e il mondo “buonista” e “radical-chic”.

Ecco una minima sintesi dei tweet pubblicati in questi giorni, sottoposti a editing rispetto ai testi originali:

“Le ong hanno rotto i c… basta fare i taxi del mediterraneo. In Yemen hanno bisogno di aiuto. Non andate in yemen perchè non ci guadagnate niente. Ma non vi fate schifo da soli?”
“#Saviano #Littizzetto #FabioVolo #Boldrini pronti a fare campagna sui presunti attacchi al gas nervino in #Siria rivelatisi #FakeNews. Muti come pesci sui veri massacri di bambini in #Yemen ad opera dell’#ArabiaSaudita che se ne vanta pure.
“Nessuna maglietta rossa per i bambini in Yemen?
“Le costose navi ONG non devono gironzolare lungo le coste africane. Che i volontari vadano in Yemen”.

Insomma, coloro che hanno scoperto solo dopo tre anni e mezzo che esiste una guerra nello Yemen in cui muoiono dei bambini accusano quelli che se ne occupano da sempre (ossia le vituperate Ong) di ignorarla.

Ricordiamo, allora, un po’ di fatti: tra gli obiettivi civili colpiti dalla coalizione saudita c’erano anche ospedali sostenuti da Medici senza frontiere; una coalizione di Ong diretta dalla Rete Italiana per il Disarmo chiede, anche attraverso esposti alla magistratura, che cessino le vendite all’Arabia Saudita di bombe prodotte in Italia; le Ong internazionali hanno chiesto sin dall’inizio un embargo sulla fornitura di armi alle parti in conflitto: il Parlamento europeo ha votato in questo senso, il precedente parlamento italiano no. All’Onu, dove l’Arabia Saudita ha tanti amici, non se ne parla.

E a proposito di forniture di armi, che i due precedenti governi italiani Renzi e Gentiloni hanno autorizzato a tutto spiano, avrà il governo Conte il coraggio di dire basta?

Questo articolo è stato pubblicato qui

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