Sabato su “Libero” abbiamo letto un bellissimo articolo di Maurizio Belpietro peraltro arricchito dalle foto di quei parlamentari di Forza Italia che hanno preferito seguire Fini ai danni del loro benefattore. Un comportamento da traditori, pari a chi sputa nel piatto dove ha mangiato, un’assoluta mancanza di coerenza politica e di rispetto verso quegli elettori che a suo tempo li vollero suffragare. Gente sconosciuta, degli emeriti nessuno, che secondo quanto scritto dal Direttore del Giornale, possono essere definiti “politici per grazia ricevuta”. Uno sfogo che per certi versi, per quanto giustificato, non so quanto alla fine torni a favore di Forza Italia, invece che gettare discredito sui dissidenti. Nutro forti dubbi in merito. Penso che tolto lo zoccolo duro dei votanti FI, l’elettorato di centro destra cominci a riflettere sui questi traditori, su questi ingrati, cercando una giustificazione al suo cospicuo numero e poi per stare con i piedi per terra, tra costoro pare ci siano personaggi della politica che definirli sconosciuti sembra un po’ grossa. La storia del mondo è piena e caratterizzata proprio dall’ingratitudine, dall’incapacità di saper essere coerenti, di saper rispettare e perseguire gli ideali per cui si è cercato ed avuto un consenso.
Nel caso della sfiducia dei finiani a Berlusconi penso che non si tratti di “ingratitudine” ma di un processo di “liberazione” da un pesante ed opprimente asservimento ai voleri e desideri del loro Benefattore. Se però esaminiamo il comportamento (politico) dei dissidenti finiani posto in essere in questi ultimi mesi, è facile individuare delle contraddizioni eclatanti e per certi versi stupefacenti. Macroscopico l’autogol dei finiani nel votare a favore dell’immunità parlamentare a Cosentino, proprio in un momento in cui il loro vessillo era divenuta la legalità e la trasparenza politica. Non condanno Cosentino, non rientra per fortuna nelle mie prerogative, valuto solo i fatti dal punto di vista politico, per quello che ha scritto la magistratura e quello che ha votato il parlamento in presenza proprio di una presa di posizione pro-legalitaria dell’ala dissidente del centro destra. Altrettanto incoerente è parsa la fiducia espressa nella riforma universitaria da parte di Fini. Un riforma che se contestata un po’ da tutti, vedi le proteste non solo dal mondo della scuola, prenderne le difese ha significato per lui sicuramente una tremenda lotta interiore nel dover scegliere tra il far vedere che sotto sotto non è contro Forza Italia, ed il desiderio di accaparrarsi il favore popolare degli studenti. Ulteriormente paradossale e anacronistico il suo parere in merito proprio quando alcuni suoi sostenitori salivano sui tetti a sostegno della protesta giovanile. Scusatemi ma tutti questi elementi di una politica quotidiana, altro non sono che segnali che disorientano spaventosamente l’elettorato, continuando a far accrescere sempre più quel senso di sfiducia e di scarsa valutazione verso questa classe politica che possiamo asserire che di considerazione oggi ne ha ben poca tra la gente.
Caro Pompeo Concordo sul fatto che la gratitudine non è una categoria da ascrivere alla (...)
07/12 07:41 - paolo