New Conversations Vicenza Jazz 2011:
8 maggio, Teatro Comunale: URI CAINE Ensemble, “Mahler Revisited” Uri Caine, pianoforte; Chris Batchelor, tromba; Nicolas Geremus, violino; Chris Speed, clarinetto; Danilo Gallo, contrabbasso; Jim Black, batteria, magical box
Il festival jazz di Vicenza, giunto alla 16^ edizione, continua, nonostante la crisi economica, a proporre un cartellone degno di nota, al quale annualmente lavora con zelo e passione il direttore artistico Riccardo Brazzale. Nella confortevole saletta del teatro Comunale, acusticamente molto buona, Uri Caine ha riproposto, rinnovandone gli arrangiamenti, alcune composizioni presenti nei suoi due dischi dedicati ad una reinterpretazione del repertorio di Gustav Mahler (1860-1911). La formazione è totalmente diversa sia rispetto a quella di ‘Urlicht-Primal Light’, del 1996, sia rispetto a quella di ‘Gustav Mahler in Toblach’, del 1999, fatta eccezione per il batterista Jim Black che da questo secondo episodio ha preso stabilmente il posto di Joey Baron. Il sestetto suona che è una meraviglia. Tutti seguono la partitura, forse solo per avere un appoggio minimo nell’esposizione tematica o nelle frasi all’unisono. A Caine accade che le parti cadano a terra durante lo svolgersi di un brano, mescolandosi tra loro. Nessun problema. Il cervello aveva già memorizzato tutto e l’improvvisazione come sempre scorre libera, sostenuta dal piacere di suonare e dall’affiatamento. L’unico, come sempre, a non seguire alcuna traccia scritta è il pirotecnico Jim Black. Bravo nei momenti delicati, pronto a cambiare metronomo accelerando o rallentando, seguito alla perfezione dai compagni. Curioso l’uso di piccole scatole magiche, ‘magical box’, con le quali crea delle sognanti melodie all’interno di poderosi assolo al drum set che hanno entusiasmato un pubblico appassionato e, apparentemente, competente. In scaletta, molto materiale dalla Sinfonia n°5 (1901-1907). L’esordio, come in Urlicht, è affidato alla ‘Trauermarsch’, la marcia funebre, piena di accentazioni ritardate, in una trama free spassosa, che nasconde l’humor kletzmer delle radici ebraiche di Caine. Toccante l’Adagetto, il cui ascolto in molti rievoca la pellicola ‘La morte a Venezia’ di Luchino Visconti. Dalla sinfonia n°1 ‘Der Titan’, “il titano”(1884-1888), ascoltiamo il terzo movimento, introdotto da un fraseggio di tamburi senza cordiera.
Nella foto l'autore con la contrabbassista e cantante Esperanza Spalding.
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