Di vie “Giorgio Almirante” ce ne sono a Foggia, Lecce, Ragusa, Francavilla Fontana (Br), Locorotondo (Ba), Praia a Mare (Cs), San Severo (Fg) e Santa Caterina Villarmosa (Cl). A Viterbo esiste una “circonvallazione Giorgio Almirante” e a Corato (Ba) finanche una piazza. Ma sino ad oggi nessuno ha intitolato un intero viale all’ex repubblichino di Salò, fondatore del primo dei partiti neofascisti, il Movimento sociale italiano (Msi).
Quattro anni fa, in verità, i nostalgici militanti de La Destra di Francesco Storace insieme ai post-fascisti di Alleanza Nazionale avevano apposto provocatoriamente alcune targhe “viale Giorgio Almirante” nella grande arteria romana dedicata al leader del Partito comunista Palmiro Togliatti, dopo la bocciatura da parte del Campidoglio della richiesta d’intitolare una via all’intrepido Almirante. Se tutto andrà però come previsto, in Italia ci sarà presto un lungo asse stradale in sua memoria.
A Messina, la città del ponte senza ponte, sventrata dai bombardamenti nella seconda guerra mondiale, il consiglio della 2^ circoscrizione ha approvato con il voto unanime di centro-destra e centro-sinistra una delibera che chiede all’amministrazione comunale d’intitolare il “grande viale nella parte alta del villaggio Minissale” al fondatore del partito-movimento disciolto da Fini ma che oggi rivive grazie all’ultranazionalista messinese Gaetano Saya, per sua diretta ammissione fascista, agente segreto di Gladio e massone alla corte del venerabile Licio Gelli.
“Il consiglio circoscrizionale – recita una nota a firma del presidente Giovanni Di Blasi - ha valutato la bontà di tale iniziativa ritenendo che Giorgio Almirante, come si evince dalla biografia, debba ritenersi non solo un politico, ma soprattutto un uomo che ha lasciato un segno tangibile nella storia recente italiana”.
Chi si attendeva a Messina una mezza sollevazione popolare o perlomeno le proteste delle forze politiche e sociali antifasciste, si è dovuto ricredere. La delibera, pubblicata sul quotidiano locale, è passata inosservata e le voci critiche, come sempre, sono meno delle dita di una mano. “Nella città del primo parlamentare siciliano comunista, l’avvocato Francesco Lo Sardo, che morì nelle galere di Mussolini, apprendiamo sbalorditi e indignati che il fascista Giorgio Almirante sarebbe stato una delle figure di spicco della politica italiana del dopoguerra”, commenta con amarezza il professore Citto Saija, critico cinematografico ed ex segretario provinciale di Democrazia proletaria. “Se si volesse sottilizzare potremmo tacciare l’iniziativa della circoscrizione di “apologia di fascismo”.
Purtroppo tantissimi eredi della subcultura fascista, sdoganati anche dai partiti del cosiddetto centro-sinistra, imperversano nelle nostre amministrazioni a cominciare dal Comune di Messina. Mi chiedo a questo punto cosa intenda fare il Partito Democratico all’opposizione o come intendano muoversi i sindacati e i partiti della Sinistra radicale. L’università vuole dire qualcosa? Esistono intellettuali di sinistra o liberali o solo democratici che intendono opporsi all’assurda provocazione?”.
E in un accorato appello apparso sul quotidiano on line Il nuovo Soldo, Citto Saija ha chiesto alla commissione toponomastica e alla Società messinese di Storia patria di “bloccare sul nascere l’evidente rigurgito neofascista”.
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