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Venezia, Rossini: Il signor Bruschino torna in laguna

Il signor Bruschino, Semiramide e Il Barbiere di Siviglia per le celebrazioni dei 150 anni dalla morte del grande compositore.

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Promosso dal Teatro Malibran al Gran Teatro La Fenice, torna in città Il signor Bruschino ossia il figlio per azzardo, farsa per musica in un atto nel simpatico allestimento di Bepi Morassi nell’ambito del progetto “Atelier della Fenice al Teatro Malibran” del 2015.

Un’ora e mezzo di bella musica di Gioachino Rossini, poiché già si riconosce chiara la cifra stilistica del compositore, per questa farsa che appartiene al gruppo delle cinque che il pesarese compose, ventenne, nel giro di un paio d’anni trascorsi a Venezia.

Il libretto di Giuseppe Foppa risulta ingenuo, in quanto fondato sull’insensata pretesa che un padre scambi per figlio uno sconosciuto, ma è una farsa spiritosa in cui la burla è il tratto distintivo.

Morassi realizza una scena fissa di cartone da libro di fiabe per fanciulli e guida i cantanti in una recitazione che si attaglia perfettamente al genere, sostenuto sia dai bei costumi (che come le scene sono firmati dagli allievi della Scuola di scenografia dell’Accademia di belle arti di Venezia) che dal ben concepito disegno di luci di Vilmo Furian. Immancabili le gag e gli “effetti speciali” come fumo e scintille, che caratterizzano la griffe Morassi e che Enzo Dara in occasione de La cambiale di matrimonio aveva chiamato “caccole ormai fuori moda e bandite dai teatri seri” ma che tanto piacciono e che nulla tolgono al rispetto per l’opera e per chi l’ha composta.

Il cast risulta compatto e all’altezza della prestazione richiesta. La parte del leone la fa Omar Montanari nei panni di Gaudenzio: la vocalità è sicura, intonata e ben timbrata e altrettanto credibile risulta sul versante scenico. Giulia Bolcato interpreta Sofia e sa alternare una vocalità vezzosa a una qualità di canto tenero e amoroso  Il tenore argentino Francisco Brito, intimamente espressivo e stilisticamente composto, dà voce e corpo a Florville. Filippo Fontana ben caratterizza il personaggio di Bruschino padre riuscendo a metterne in opportuno rilievo la personalità. Ben figura Christian Collia, nel doppio ruolo di Bruschino figlio e del Delegato di polizia, puntuali gli interventi di Andrea Patucelli nel ruolo del locandiere Filiberto. Giovanna Donadini, pur adeguata scenicamente al ruolo, tratteggia la sua Marianna con voce stimbrata.

Sul podio Alvise Casellati, figlio della Presidente del Senato, corretto e diligente, ove tuttavia la partitura offrirebbe spunti di satira, brio e fresca leggerezza rossiniana.

Pubblico divertito, lieto successo.

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