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Unioni civili: riflessioni di un credente confuso

Un cittadino credente, ma laico si interroga sui diritti civili e su quanto sia naturale e quanto naturale non è. 

Per volere del Signore, come tutti, sono nato persona e soltanto più tardi sono diventato cristiano. Così, ho ascoltato per tutta la vita prima la mia coscienza e, solo dopo, la così detta parola di Dio.

Ho letto negli anni opere che un tempo mi avrebbero portato dritto all'inferno se fossi morto allora, mentre adesso non sono solo permesse, ma vengono anche apprezzate; ho compiuto pratiche proibite che comportavano analoghe minacce mentre oggi sono accettate, come mangiar carne il venerdì, caduto in disuso senza clamore né rimpianti.

Ho letto storie di papi che oggi per la loro vita rischierebbero la galera, mentre un tempo venivano considerati, se non fatti, santi.

Adesso mi si dice che l'unione fra omosessuali va rispettata, che queste persone vanno amate, ma che la loro tendenza sarebbe contro natura. Per me, tutto il creato è opera del Signore, anche le cellule tumorali che circolano nel mio organismo, e tutto è in sé "cosa buona", come è scritto. Poi, ad un certo momento, l'uomo ha preso a creare cose inedite. 

Io andrei lì a cercare le cose contro natura, tipo lasciar morire di stenti il fratello sotto casa o costruire la bomba atomica e poi buttarla sulla testa della gente. Non solo stramba, ma assolutamente demenziale mi sembra infine l'idea che i bambini vorrebbero crescere con un papà ed una mamma.

Ogni giorno qualcuno di loro viene offeso, umiliato o scannato da papà o da mammina. Succede, ed io, piuttosto che urlare contro i due papà o le due mamme, per cercare di evitare questo scandalo, mi chiederei come fare a dare una patente alle coppie di tutti i tipi che intendano procreare.

Io stesso ho avuto 3 figli, oggi adulti, ma nessuno si è mai preoccupato di aiutarmi quando mi sono trovato di fronte a situazioni che non ho saputo risolvere al meglio, a problemi che si pongono nella famiglia naturale o come altro la si voglia chiamare, nessuno dei quali scaturisce dal sesso dei "genitori", o come li si voglia chiamare.

Di fronte a questi conflitti di coscienza mi sono allontanato senza turbamento dalle pratiche religiose e solo con l'avvento di Papa Francesco sto ricominciando a sperare di poter morire cristiano, come sono diventato dal giorno del battesimo.

Le vie del Signore sono infinite. Vediamo, e magari preghiamo. Ciascuno a modo suo.

Foto: S. Frannk/Flickr
 

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