Quando si registra un dominio .it il legislatore italiano tutela la proprietà del dominio attraverso un’authority ferraginosa, lenta, obosoleta ma presente e funzionante.
Tutt’altra storia quando si registrano domini .com, .net, .edu, ecc ecc.
L’unica cosa importante è la mail che si indica al momento della registrazione perchè a quella mail verranno inviate le comunicazioni utili per compiere azioni di amministrazione come, ad esempio, il trasferimento del dominio.
Tutti i servizi di hosting “seri” si rendono perfettamente conto che frantumare il sacchetto maronaio dei propri clienti, introducendo mille mila pugnette ai già ultraburocratici protocolli di gestione dei domini è assolutamente controproducente e irrispettoso nei confronti dei poveri cristiani che ti pagano per avere le notti libere dai pensieri e dagli affanni.
Per esempio DreamHost di fianco ad ogni dominio, nel pannello di controllo dell’hosting, mette in evidenza un codice denominato ” Transfer Auth Code”. In questo modo per qualsiasi ragione io volessi trasferire il mio dominio dove più mi aggrada, mi basta fornire questo codice al mio nuovo fornitore e lui potrà gestire il dominio senza penare in alcun modo.
In modo totalmente opposto si comporta Aruba.it. Questo servizio di hosting italiano si è inventato qualsiasi tipo di laccio e lacciuolo per impedire ai suoi utenti di fare quello che desiderano dei domini che legittimamente possiedono. Aruba si è inventato una condizione di “blocco del dominio” giustificandola come segue:
Sempre piu’ spesso alcuni “fantomatici” Registrar Europei o Americani, inviano presso i domicili dei nostri clienti lettere che comunicano l’imminente scadenza del dominio. L’intento di queste lettere e’ far pagare il rinnovo della sola registrazione presso il registrar che le ha spedite, operando al tempo stesso il trasferimento del dominio. Nella quasi totalita’ dei casi il costo e’ abbastanza elevato e non comprende alcun servizio quale il web hosting o e-mail, ma prevede il solo mantenimento della sola registrazione. Nel caso in cui il cliente, pensando di rinnovare il nostro servizio, effettui il versamento richiesto, autorizza in realta’ il trasferimento del proprio nome a dominio presso l’altro registrar. [continua...]
Balle. Queste sono balle. Tutta questa manfrina per giustificare un lock-in terribile nei confronti dei propri clienti che si vedranno costretti ad una burocrazia bulgara per poter abbandonare il servizio di aruba e approdare presso provider più gentili e responsabili.
Per poter procedere allo sblocco del dominio e alla ricezione del codice di trasferimento è necessario inviare un fax con tutti i dati del titolare del dominio .com (.net, .edu, ecc), una fotocopia del documento di identità, nel caso di enti, aziende o associazioni è necessaria la visura camerale o una copia di atto notarile che indichi chiaramente che la persona fisica che sta facendo richiesta abbia pieno titolo per farla.
In alternativa a questa procedura assurda viene indicata la possibilità di richiedere il codice di trasferimento direttamente dal proprio pannello di amministrazione. Un’altra balla clamorosa. Tale funzione è assente dal pannello.
articolo bello, conciso e utile.
12/01 15:19 - maurizio carena