Un futuro rinnovabile, modificando i nostri comportamenti energetici dal basso, per convertire la politica italiana alle scelte intraprese dal Governo portoghese, come quello del Marocco, o stimolando l’imprenditoria come accade in California. In Italia non siamo sprovvisti d’inventiva e il sole è ben presente nella nostra quotidianità.
In cinque anni il Portogallo ha poco meno che triplicato la sua produzione di energia pulita, passando dal 17% al 45%, smentendo chi aveva dimostrato scetticismo sulle risorse e le capacità del paese Lusitano a trarre energia dall’acqua, il sole e vento. Cinque anni per un buon passo in avanti nel ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e nel rendere possibile l’obbiettivo che l’Unione Europea si è fissata per il 2020 – 20% di produzione energetica rinnovabile e 20% in meno di CO2 immessa nell’atmosfera.
Mentre il premier portoghese Sócrates rende reale una società svincolata dai fumi, il Governo italiano si crogiola in sogni nucleari inutilmente costosi e con tempi di realizzazione indicibili, oltre a dover importare da altri paesi uranio necessario e vincolati dallo stoccaggio dei rifiuti.
Per ottenere il 45% dell’energia necessaria per l’Italia non basterebbero le centrali nucleari programmate dal Governo di centro-destra.
Qual è il motivo di tanta testardaggine nel percorrere una strada costosa, pericolosa, interminabile, quando la Germania, paese nordico, ha dimostrato lungimiranza politica nello scegliere l’energia rinnovabile, diventando uno dei paese leader nell’esportazione delle tecnologie. L’Italia non è da meno e senza gli incoraggiamenti e gli aiuti governativi. Le singole regioni italiane cercano di divincolarsi dall’abbraccio mortale del nucleare, come la Puglia o la Sicilia, ma anche nella nebbiosa Padania, con parchi fotovoltaici e cercando di rendere consueto nel panorama le “torri” eoliche, come è abituale vedere nei paesi scandinavi grazie anche alla promozione fatta nei gialli di Henning Mankell con il suo Wallander, senza dover scontrarsi con i pseudo esteti. La Puglia ha il primato in Italia della produzione di elettricità da solare, seguono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Piemonte. A Rovigo si risparmierà 41mila tonnellate di Co2, con la centrale solare più grande d’Europa.
Senza dimenticare la recente centrale solare termodinamica realizzata da Enel in collaborazione con Enea e numerose altre piccole e medie imprese italiane, realizzata a Priolo Gargallo (Siracusa), adiacente ad un preesistente impianto Enel a gas a ciclo combinato.
Un impianto chiamato "Archimede" e imperniato sui sali fusi come fluido termovettore, pensato dal premio Nobel Carlo Rubbia, lo stesso scienziato impegnato nella realizzazione di Desertec (parco per l’energia solare nel Sahara), integrandolo ad un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per un risparmio energetico annuale pari a 2.000 tonnellate di petrolio e 6.200 tonnellate all’anno in meno di anidride carbonica nell’atmosfera.
Parchi di energia pulita, da realizzare in pochi anni, con un impegno finanziario ben inferiore a quello richiesto da una centrale nucleare. Dalle decine alle centinaia di milioni di Euro, rispetto ai miliardi necessari per il nucleare, senza contare ai problemi per lo stoccaggio di materiali pericolosi.