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Ue: è scandalo a Bruxelles per l’opera shock della presidenza ceca

E’ solo un’opera d’arte ma è bastata a scatenare una crisi diplomatica nell’Unione europea. Si tratta di Entropa, l’imponente installazione sugli stereotipi dei 27 Paesi europei che la Repubblica ceca ha sistemato a inizio gennaio all’ingresso di Palazzo ‘Justus Lipsius’, storica sede del consiglio dell’Ue a Bruxelles, in occasione del suo semestre di presidenza. “Entropa non è altro che arte. Né più, né meno”, ha commentato il vicepremier di Praga, Alexander Vondra, difendendosi dal fiume di critiche suscitate dalla scultura dell’artista ceco, David Cerny, pochi giorni dopo la sua collocazione nel quartier generale dei Ventisette. “Rendersi conto dei pregiudizi che circondano i nostri Paesi – ha tagliato corto - è il modo migliore per sbarazzarsene”. 

Considerazioni che non sono bastate a placare le ire di alcuni Stati membri. Tanto che inaugurando l’opera, a metà gennaio, Vondra si è dovuto arrendere all’evidenza e ha presentato le scuse ufficiali a "tutti coloro che si sono sentiti offesi". Il vicepremier ha tuttavia difeso lo spirito provocatorio della composizione, respingendo la richiesta di alcuni Paesi, soprattutto dell’Est Europa, di rimuovere l’opera nella sua interezza, che rimarrà dunque al suo posto fino al termine della presidenza ceca, il prossimo luglio.
 
La protesta più dura è arrivata dalla Bulgaria, rappresentata nel singolare ’europuzzle’ come uno spazio interamente occupato da latrine alla turca. Un’idea che proprio non è piaciuta alla diplomazia bulgara. Tanto che Sofia ha convocato l’ambasciatore ceco per “ottenere spiegazioni su Entropa” e per chiederne l’immediata rimozione. Risultato? Il ‘tassello’ bulgaro è stato immediatamente ricoperto da un austero drappo nero.
 
A Bruxelles c’è chi grida allo scandalo per quello che viene percepito come un episodio di censura nel cuore dell’Ue. E sono molti gli eurofunzionari che si dicono preoccupati per lo scarso senso di attaccamento della Bulgaria a un valore fondante dell’Unione come la libertà d’espressione. Ironia della sorte, pochi giorni prima, Praga presentava Entropa come un lavoro volto a dimostrare che “dopo la caduta della cortina di ferro non c’è più spazio per la censura in Europa” .
 
Ma a battere il pugno sul tavolo non è stata solo la Bulgaria. Anche la Slovacchia ha manifestato la propria indignazione per il modo in cui si è vista rappresentata a Bruxelles. E il ministro degli Esteri, Jan Kubis, ha telefonato a Vondra per esprimere il suo malcontento. Nell’opera di Cerny, la Slovacchia è una salsiccia incartata con uno spago rosso-verde-bianco, simbolo del tricolore ungherese. Una chiara provocazione, visto che le relazioni tra Bratislava e la vicina Ungheria sono piuttosto difficili e proprio in questi ultimi mesi sono emerse nuove tensioni nazionaliste legate alla presenza di minoranze magiare in Slovacchia. Al contrario della Bulgaria, a Bratislava sono però bastate le scuse ufficiali e la protesta è subito rientrata.

Certo, molte altre capitali hanno dato prova di maggior senso dell’ironia. Eppure Cerny non è stato tenero con nessuno. L’Italia, ad esempio, è rappresentata come un grande campo da calcio in cui i giocatori simulano gesti di autoerotismo. La Francia è ricoperta da uno striscione con scritto ‘Sciopero!’. La Spagna è una spianata di calcestruzzo. Il Lussemburgo è ‘In vendita’. La Svezia entra in un cartone dell’Ikea, i Paesi Bassi sono sommersi da un mare da cui emergono solo i profili di alcuni minareti mentre l’euroscettico Regno Unito è semplicemente assente.
 
O ancora. La Romania è ridotta a un castello di Dracula, il Belgio è una scatola di cioccolatini, la Danimarca un assemblaggio di pezzi di Lego che riproduce vagamente le caricature di Maometto che destarono scandalo nel 2005. Per non parlare della stessa Repubblica ceca: una Tv che trasmette 24 ore su 24 le dichiarazioni ‘eurofobiche’ del presidente Vaclav Klaus. O della Polonia, dove un gruppo di preti si affanna ad alzare la bandiera dell’orgoglio gay. O della Germania, solcata da autostrade che richiamano la forma della svastica nazista. Un’interpretazione che è stata però respinta da Cerny, a sua volta al centro di burrascose polemiche per aver ingannato la presidenza Ue al momento in cui gli venne commissionato il lavoro.
 
L’artista si è infatti beffato del proprio governo facendo credere di aver coinvolto nella realizzazione dell’opera altri 26 artisti europei, come stipulato inizialmente nel contratto. Tanto che nel suo sito internet Praga annunciava Entropa come “il lavoro comune di 27 artisti provenienti da ogni singolo Stato membro”, con tanto di descrizione e biografia di ognuno di loro. Tutto rigorosamente inventato dalla diabolica mente di David Cerny. Insomma, una vera e propria truffa che in un primo tempo ha provocato le ire delle autorità ceche ma che poi si è risolta con l’impegno dell’artista a restituire i 50mila euro costati a Praga per la realizzazione dell’opera.
 
“L’iperbole grottesca e la mistificazione fanno parte della cultura ceca e la creazione di false identità rappresenta una delle strategie dell’arte contemporanea”, ha detto Cerny incontrando la stampa a Bruxelles. “Sapevamo che la verità sarebbe venuta a galla ma volevamo vedere se l’Ue era capace di ridere di se stessa”, ha proseguito lo scultore scusandosi tuttavia “per aver ingannato il governo”.
 
Una cosa è certa. Entropa è una magnetica attrazione che fa alzare nasi, provoca sorrisi, libera commenti positivi e stroncature impietose. Insomma, direttamente o indirettamente, l’opera ha portato una ventata d’aria fresca nell’euroburocrazia di Bruxelles,angosciata ogni giorno dalle grandi questioni a cui deve far fronte: a partire dalla crisi economica e finanziaria, fino ai problemi del clima e dell’energia e all’incerto avvenire del Trattato di Lisbona.

Commenti all'articolo

  • Di ilaria82 (---.---.---.227) 28 febbraio 2009 00:40

    Finalmente un’opera che esprime tutte le contraddizioni di quest’Europa falsamente "unita". Personalmente sono un europessimista soprattutto da quando vedo tutti questi uomini politici abbracciarsi ai vari vertici quando in realtà sono in disaccordo su quasi tutto. W David Cerny!

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