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Turchia - Siria: sparatoria in un campo profughi

Sono avvenute sparatorie al confine Turco con la Siria, in prossimità di alcuni campi profughi.

Ne dà notizia il New York Times, che scrive che la sparatoria ha causato la morte di due profughi siriani e il ferimento di almeno 23 persone, tra cui un poliziotto turco, vicino alla città meridionale turca di Kilis.

I residenti del campo raggiunti telefonicamente hanno detto che i proiettili hanno sventrato i loro rifugi prefabbricati, mandando in frantumi finestre e diffondendo il panico ovunque. "Anche il campo non è più sicuro", ha detto Ahmed, un rifugiato che ha usato solo il nome per evitare eventuali ritorsioni contro parenti in Siria.

La Turchia era un tempo uno degli alleati più fidati del presidente siriano Bashar al-Assad. Ma il premier turco Erdogan è ora molto critico nei confronti della durissima repressione contro gli oppositori del regime, e la Turchia ha accolto dall'anno scorso migliaia di siriani in fuga - così come i leader ribelli ed i membri della milizia che si sono riuniti sotto la bandiera del Libero Esercito siriano.

Questi scontri rischiano di far vacillare il progetto di pace gia concordato dalla Siria con le Nazioni Unite, ed il governo siriano nella giornata di domenica, ha posto nuove condizioni per poter ritirare le proprie truppe dai centri abitati interessati dalle proteste.

Nel mondo Arabo i principali sostenitori delle tesi dei ribelli sarebbero Turchia, Qatar, e Arabia Saudita. La Russia sta esercitando pressioni per non far fallire il proprio piano di pace e sono gia previsti a Mosca incontri tra il ministro degli esteri siriano e l'omologo russo.

Dal canto suo la Cina ha posto il veto affinché la Siria venga isolata come conseguenza degli atti contro la popolazione, nonostante la stessa Siria ad oggi non abbia accettato nessun piano di pace proposto dalle Nazioni Unite.


Foto: AFP/Getty images

 

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