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 Home page > Tempo Libero > Recensioni > To Rome with Love di Woody Allen ci parla di finzione

To Rome with Love di Woody Allen ci parla di finzione

Ma di cosa parla davvero To Rome with Love di Woody Allen. Chissà quante persone se lo saranno chiesto…Un film corale con tanti personaggi che hanno un qualcosa in comune fra loro. Ma cosa?

Pensiamo a Jack, studente di architettura, il quale vive a Roma con la sua compagna Sally. Un’amica di Sally, Monica, arriva a Roma e Sally è lieta di ospitarla. Jack, col tempo, viene colpita da Monica che sembra essere molto colta e sembra conoscere praticamente tutto. John, un altro architetto, il quale è in realtà la voce della coscienza sia di Jack che di Monica, fa notare al ragazzoquanto sia falsa la bellezza culturale di Monica, la quale bellezza è un inganno, una finzione…

Leopoldo Pisanello, una persona comune e sconosciuta al pubblico, si ritrova, senza motivo, al centro della scena mediatica. Viene ospitato in telegiornali e trasmissioni televisive e viene anche, costantemente “pressato” dai giornalisti. Esasperato dalla mancanza assoluta di privacy, Leopoldo gioisce quando un altro uomo comune finisce preda dei media al suo posto. Una volta tornato un uomo comune, Leopoldo si accorge che la notorietà gli manca. Anche la storia di Leopoldo parla di finzione: tale storia parla della “finzione” che sta alla base del mondo dello spettacolo, finzione architettata per mostrare al pubblico l’esistenza di un mondo parallelo al mondo reale, un mondo di divi e pop star che vivono nel lusso e nello sfarzo, un mondo nel quale tutto sembra possibile. Ma tale finzione è anche “reale”…

Milly trascorre del tempo con il divo del cinema Luca Salta, ammaliata da un personaggio che, per lei, è come un emblema del mondo del cinema. La donna viene portata in un albergo dal divo e sta per fare l’amore con lui. Ecco che arriva un ladro e interrompe il loro incontro romantico. Poi arriva la moglie di Luca Salta per scoprire il tradimento del marito. Allora Luca Salta si nasconde nel bagno e il ladro finge di fare l’amore con Milly. Con tale “finzione”(ancora una volta) si riesce ad ingannare la moglie di Luca. Quest’ultimo poi se ne va e Milly, affascinata dal ladro, fa l’amore con lui tradendo il marito. Anche Milly viene attratta dalla finzione, ossia dalla finzione del mondo del cinema e, per la precisione, da uno dei protagonisti di quel mondo ovattato e impalpabile.

Pensiamo anche ad un altro personaggio, Hayley, la quale è affascinata dalla città di Roma, città che diventa il teatro della finzione nel quale vivono tutti i personaggi del film, città che racchiuda la “grande finzione” che, a sua volta, racchiude tutte le “piccole finzioni” citate fino ad adesso. Roma è come una sorta di macrocosmo che racchiude tanti piccoli “mondi” che sono filiazioni del macrocosmo stesso.

Il film mostra anche una “celebrità”, intesa come condizione, che inebria e intorpidisce come una droga, un divismo che si sposa con la “spettacolarizzazione del mondo reale”, processo di spettacolarizzazione che rappresenta il segno distintivo dello show business e del mondo dello spettacolo. Anche nella vita reale c’è “spettacolarizzazione”, c’è finzione, c’è mistificazione, c’è inganno. E il regista sembra trasmettere chiaramente tale messaggio con il film in questione. Quindi, vita reale che sembra finzione o finzione che sembra vita reale, come accennato sopra.

Il regista coglie uno degli aspetti della società post-moderna: ossia la compenetrazione e fusione di vita reale e di iperreale, come lo chiamerebbeBaudrillard. L’iperreale, dimensione generata dai media o dal mondo dello spettacolo, rappresenta una dimensione irraggiungibile per la vita delle persone comuni. Allo stesso tempo, le persone comuni vorrebbero “fuggire” dalle loro vite comuni per vivere delle vite più “esaltanti” e tali persone trovano nell’iperreale la risposta ai loro desideri e alle loro ambizioni, desideri e ambizioni repressi a favore delle “comodità” di una vita piccolo-borghese.

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