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 Home page > Tribuna Libera > The Beach e l’illusione di un’utopia irrealizzabile

The Beach e l’illusione di un’utopia irrealizzabile

The Beach è un film del 2000 diretto da Danny Boyle. Richard è in vacanza nel sud-est asiatico, per la precisione in Thailandia. Dalle sue parole si apprende chiaramente la sua delusione: nonostante egli sia dall’altra parte del mondo (è americano) rispetto al suo Paese d’origine, il ragazzo apprende che tante persone sono in vacanza ma poi fanno le stesse cose che farebbero a casa loro.

Richard incontra Daffy, una persona che sembra avere seri problemi psicologici. Dopo aver fumato una canna con Richard, Daffy si suicida lasciando al ragazzo una mappa per un’isola misteriosa. Richard intraprende un viaggio avventuroso per tale isola in compagnia di una coppia di francesi, Etienne e Francoise.

I tre arrivano sull’isola sani e salvi, ma per poco non vengono uccisi da delle persone del luogo a guardia di un campo di marijuana. I tre arrivano in una sorta di comunità di viaggiatori che vivono segregati dalla civiltà e dal progresso. In questa comunità diverse persone svolgono diversi compiti e tutto è focalizzato al divertimento e allo sballo. Coltivano anche la loro marijuana, consumandola, e in questo non disturba i contadini dell’isola.

Richard, Etienne e Francoise si ambientano bene tra gli isolani e, in seguito, Francoise lascia Etienne per stare con Richard, di cui è innamorata. Poi, per fare rifornimenti per tutti gli isolani, Richard si reca con Sal, la leader degli isolani, sulla terraferma, in città. Lì ha una storia di sesso con Sal e quest’ultima scopre che Richard ha disegnato una mappa per altri ragazzi. Richard, allora, viene esiliato sull’isola in un luogo distante dall’accampamento degli isolani, perché tali ragazzi stanno per arrivare sull’isola dove c’è la comunità dei viaggiatori da un’isola vicina.

I ragazzi a cui Richard aveva disegnato la mappa arrivano nel campo di marijuana e vengono uccisi dai contadini. Questi ultimi si dirigono nella comunità dei viaggiatori e suggeriscono a tutti di andarsene perché stanno mettendo in pericolo la loro attività di contadini. Sal non è d’accordo e allora uno dei contadini gli ordina di sparare Richard. Sal si appresta a fare ciò ma la pistola non spara e Richard è salvo. Dopo aver visto questa scena oltremodo cruenta tutti i viaggiatori abbandonano la comunità. Si vede, alla fine del film, Richard che va in un centro per il collegamento ad internet. Richard si siede davanti ad un computer e apre la sua posta elettronica. C’è una foto di tutti i ragazzi sull’isola, foto mandata a Richard da Francoise.

La comunità dei viaggiatori rappresenta l’utopia: un sogno irrealizzabile di libertà dal mondo civilizzato. Ma tale utopia viene meno in diversi casi. Viene meno quando i ragazzi della comunità ordinano a Richard delle cose da comprare nel mondo civilizzato e quindi dimostrano la dipendenza da quest’ultimo.

Viene meno quando uno dei ragazzi viene morso da uno squalo e sta tanto male per questo: lo isolano dalla comunità dimostrando “malvagità e crudeltà del mondo civilizzato”. L’utopia dell’isola pian piano assume i connotati del mondo reale con tutte le conseguenze che tale trasformazione comporta.

Richard e Daffy sono i portatori di verità, gli svelatori della “grande menzogna”: la libertà offerta sull’isola si rivela un’illusione fallace ed ingannatrice. Sia Richard che Daffy giungono alla conclusione che quello che cercano in realtà è una fantasia utopica. Richard, con le sue parole in una scena del film, lascia intendere che l’utopia o la libertà sono un qualcosa di momentaneo da ricercare dentro se stessi e non da cercare nel mondo esterno contaminato dalla civiltà, dalla società e dalle sue regole.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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