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di Antonio Mazzeo (sito) giovedì 26 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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Task force nucleare USA a presidio del Mediterraneo

Acque del Mediterraneo sempre più armate e nuclearizzate. A partire da fine maggio, il basso Tirreno e il canale di Sicilia saranno presidiati dal George H.W. Bush Carrier Strike Group, la task force navale USA salpata una quindicina di giorni dalla Virginia nel nome del 41° Presidente degli Stati Uniti d’America, l’ambiguo petroliere-faccendiere che dichiarò guerra all’Iraq e agli Imperi del Male. Dopo aver attraversato l’Oceano Atlantico e condotto una vasta esercitazione militare a largo delle coste del Galles, il Carrier Strike Group ha fatto ingresso nell’area marittima posta sotto il comando di Napoli della VI Flotta.

“Durante la nostra presenza nel Mediterraneo, lavoreremo con i nostri alleati e le unità partner ponendo particolare enfasi alle operazioni di sicurezza marittima e mutua cooperazione che ci aiutino a mantenere le condizioni per una stabilità regionale”, ha dichiarato l’ammiraglio Nora Tyson, la prima donna nella storia a guidare una task force navale. “Le cinque unità e gli squadroni aerei imbarcati del George H.W. Bush Carrier Strike Group possono contare su circa 6.000 militari che si sono impegnati lo scorso anno in addestramenti ed esercitazioni intensivi, migliorando le capacità organizzative nella conduzione di una lunga serie di missioni globali, dalla lotta alla pirateria e le operazioni di supporto terrestre, all’assistenza umanitaria e in caso di disastri naturali”.

La flotta USA è attesa nella baia di Napoli a fine mese e nonostante il Pentagono mantenga il più stretto riserbo sulle future missioni, la spropositata potenza di fuoco lascia presagire un suo pronto impiego nelle operazioni di bombardamento alla Libia, almeno sino alla fine del 2011, quando la task force lascerà il Mediterraneo per dirigersi nelle acque del Golfo Persico sotto il comando della V Flotta (Bahrein).

A capo delle unità c’è la USS George H.W. Bush, l’ultima portaerei della classe “Nimitz” varata nei cantieri della Northrop Grumman di Newport News (Virginia). Costata oltre 6,2 miliardi di dollari, è una delle imbarcazioni da guerra più imponenti mai costruite: è lunga 333 metri e larga 77 e a pieno carico pesa 104.000 tonnellate. La sua propulsione è garantita da due reattori nucleari del tipo A4W con una potenza di 194 MW, dove A sta per Aircraft Carrier Platform, 4 per quarta generazione e W per Westinghouse Electric, la società statunitense produttrice. I reattori godono di un’enorme autonomia: possono operare senza rifornimenti di carburante nucleare per circa 20 anni.

Rispetto alle portaerei della stessa classe, la George H.W. Bush ha un design innovativo che include una torre radar protetta, sistemi di navigazione e di telecomunicazione di ultima generazione, sofisticati apparati di stoccaggio e distribuzione del carburante, servizi semi-automatici di rifornimento e più moderne ed efficienti aree di atterraggio, lancio e ricovero degli aerei. L’unità ospita una selva di radar che ne fanno una pericolosissima sorgente mobile di elettromagnetismo: si va dalle antenne di ricerca aerea SPS-48E ed SPS-49(V)5 ed acquisizione bersagli Mk 23 ai radar di controllo del traffico aereo SPN-46 ed SPN-43B, a quelli di aiuto all’atterraggio SPN-44 sino ai sistemi di guida dei lanciatori Mk 91 e Mk 95. Lo stemma-distintivo della portaerei di Bush il vecchio illustra invece le tipologie dei cacciabombardieri imbarcati: si tratta degli F/A-18 “Super Hornet” per l’attacco al suolo e dei nuovi monoposto di 5^ generazione F-35 Lightining II.


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